Si è da poco conclusa la conferenza stampa di WandaVision, durante la quale Kevin Feige ha presentato, insieme al cast e agli autori, la nuova serie che approderà su Disney+ il prossimo 15 gennaio. Un appuntamento cruciale quello con Scarlet Witch e Visione, perché oltre a segnare il ritorno dei Marvel Studios a distanza di un anno dal loro ultimo film, sancisce anche il debutto ufficiale del MCU nel mondo della serialità televisiva.

Anche noi di Best Movie abbiamo partecipato all’evento virtuale, durante il quale hanno avuto modo di parlare della serie, oltre al sopracitato Feige, anche gli attori Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff), Paul Bettany (Visione), Teyonah Parris (Monica Rambeau) e Kathryn Hahn (Agnes). Insieme a loro, il regista Matt Shakman e l’ideatrice Jac Schaeffer, che si è occupata dello sviluppo facendo capo al team di sceneggiatori.

La prima a parlare è stata Elizabeth Olsen, soffermandosi sul primo episodio dello show, girato in bianco e nero ricalcando lo stile di una vecchia sitcom, con tanto di pubblico in studio: «È stata la prima cosa che abbiamo fatto. Per me era davvero snervante e c’era molta adrenalina nell’aria, molti cambiamenti rapidi. Il mio cervello era totalmente in confusione. Non avevo mai lavorato a qualcosa del genere, ma è stato facile rompere la quarta parete in quella circostanza».

Quando le è stato chiesto quali parole userebbe il suo personaggio per descrivere WandaVision, l’attrice ha spiegato: «La definirebbe una family sitcom su due persone che cercano di adattarsi, per nascondere la propria diversità».

Quanto a Visione, stando al suo interprete Paul Bettany, sarà molto diverso dal personaggio che abbiamo visto finora al cinema: «Lui è in continua trasformazione. Diventa sempre qualcosa di nuovo. È JARVIS, è in parte Ultron, in parte Tony Stark. È onnipotente, ma allo stesso tempo anche così ingenuo. Lui vive solo in funzione di Wanda. Io ci ho messo dentro po’ di Dick Van Dyke nell’interpretarlo, ma pure un po’ di Hugh Laurie.»

Come già detto, lo stile della recitazione e della narrazione cambierà in base al periodo storico in cui ci troviamo. E a tal proposito, Bettany aggiunge: «All’inizio c’è molta comicità fisica in stile slapstick. Poi, devo ammettere che quando si arriva agli anni ’90, ho un aspetto così ridicolo che non mi sono dovuto nemmeno impegnare per risultare divertente».

Teyonah Parris, altro membro del cast presente, ha introdotto alla stampa la sua versione cresciuta di Monica Rambeau: «Fondamentalmente in WandaVision la vediamo da adulta, dopo averla conosciuta da ragazzina in Captain Marvel. Capiremo cosa può esserle accaduto nel periodo di tempo che separa quel film dalla serie. E poi la ritroveremo nuovamente in Captain Marvel 2, dove si unirà a Carol Danvers e Ms. Marvel».

A proposito del lavoro fatto per una serie che si trasforma ad ogni puntata e che, di conseguenza, in ogni puntata cambia scenografia, performance, risate registrate e dialetti per ricreare vari tipi di sitcom, Shankman spiega: «Volevamo essere autentici sotto ogni punto di vista: dall’allestimento ai costumi, passando per le riprese con il pubblico in sala. Cambiavamo continuamente l’approccio, studiando i movimenti e lo stile di recitazione degli attori, che infatti si evolve ad ogni episodio».

Aggiunge l’autrice Jac Schaeffer: «Era un po’ come restituire un pezzo d’epoca. All’inizio era una questione di ricerca… tutto doveva essere allineato all’aspetto di una sitcom in un determinato momento storico. […] Io gli anni ’80 ce li ho nel DNA e per me sono stati il periodo più facile da ricreare. Sugli anni ’50 invece si è trattato di lavorare a una vera e propria commedia».

La vita di coppia sarà comunque il focus principale della serie: «Wanda e Visione sono amatissimi dai fan. La loro storia è stata così tragica ma allo stesso tempo molto romantica e intima, sebbene nel MCU non abbiano avuto tanto tempo a disposizione per vivere la loro relazione. […] Quello che abbiamo voluto fare con WandaVision è stato mostrare la loro dimensione domestica. È qualcosa che non si vede solitamente quando si parla di prodotti con dei supereroi. Da quegli enormi momenti che abbiamo vissuto nel MCU passiamo a qualcosa di… tenero. Sì, è tenero. Finché poi non lo è più».

E le influenze? Quanto alle atmosfere e alla particolare gestione dei plot twist, i due autori hanno rivelato di essersi ispirati ad una storica serie tv, sebbene le citazioni e i riferimenti agli show del passato siano praticamente una costante in WandaVision: «Sarà come una sorta di Ai confini della realtà. È stato un riferimento importantissimo durante le riprese», spiega Shakman.

Aggiunge Jac Schaeffer: «Sì, concordo. Ai confini della realtà ha avuto un’enorme influenza. Pensi di guardare una cosa e poi improvvisamente si trasforma in altro. Ne siamo tutti innamorati. Ma comunque ora ci sono tanti bellissimi show che hanno questa formula. Li vedi per un paio di puntate pensando di star guardando qualcosa, per poi scoprire, dopo quattro o cinque episodi, che si tratta di una storia completamente diversa».

A Kevin Feige, a quel punto, viene chiesto se nel futuro del MCU ci saranno altri prodotti simili a WandaVision e, di conseguenza, più distanti dalle precedenti produzioni: «Vedremo. Questa è una prova anche per noi. La Marvel ha avuto molto successo in TV in passato, ma per quanto riguarda i Marvel Studios, questa è la prima volta. Abbiamo voluto giocare con il mezzo televisivo, lavorare sul formato, fare qualcosa che al cinema non poteva essere realizzato ma che Disney+ ci ha permesso di sviluppare. È fatto per essere visto di volta in volta e per accendere le discussioni a cadenza settimanale».

Nello show, saranno presenti anche delle interruzioni pubblicitarie che, oltre a cambiare stile a seconda dell’epoca, conterranno diverse citazioni legate ai precedenti titoli degli Studios: «I fan di lunga data dovranno aguzzare la vista e l’ingegno per cogliere tutti i riferimenti per nerd del MCU. Se questa è la vostra prima produzione Marvel, magari vi sembrerà solo una strana versione di uno spot pubblicitario degli anni ’50 o degli anni ’60. Ma se avete visto tutti i film, potreste cogliere diversi riferimenti al passato».

Infine, in merito ai parallelismi tra WandaVision, The Mandalorian e le altre serie della piattaforma di Topolino, il boss della Marvel conclude dicendo: «Certamente Disney+ ci ha permesso di espandere in modo creativo quello che facciamo. Lo sviluppo della serie ha avuto luogo prima che potessimo vedere The Mandalorian, ma il reparto marketing della Disney è abile nel far capire che prodotti come WandaVision o la serie di Jon Favreau e Dave Filoni sono oggetto della stessa cura e della stessa attenzione dei film».

WandaVision, ricordiamo, è sulla cover di Best Movie di gennaio. Se vi siete persi la nostra chiacchierata con la protagonista Elizabeth Olsen, potete recuperarla a questo link.

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