Questo film sci-fi ha un finale così sconvolgente che, ancora oggi, divide chiunque lo guardi
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Questo film sci-fi ha un finale così sconvolgente che, ancora oggi, divide chiunque lo guardi

L'epilogo di questo film del 2013 manda in tilt lo spettatore: ogni interpretazione possibile cambia completamente il senso della storia

Questo film sci-fi ha un finale così sconvolgente che, ancora oggi, divide chiunque lo guardi

L'epilogo di questo film del 2013 manda in tilt lo spettatore: ogni interpretazione possibile cambia completamente il senso della storia

Questo film sci-fi ha un finale così sconvolgente che, ancora oggi, divide chiunque lo guardi

Accade forse sempre più di rado, ma di tanto in tanto, un autore visionario riesce a realizzare un film sci-fi in grado di ridefinire il genere. Da Interstellar ad Arrival, il cinema recente presenta diversi esempi, ma a parte i titoli più blasonati, è particolarmente interessante guardare ai prodotti di nicchia, che spesso riescono a prendersi ancora più libertà. Un esempio perfetto è Coherence – Oltre lo spaziotempo del regista James Ward Byrkit, uscito al cinema nel 2013.

Considerato da molti come uno dei film di fantascienza più geniali e stimolanti degli ultimi anni, Coherence racconta la storia di Emily (Emily Baldoni), una giovane donna che una sera si trova a cena con il marito Kevin (Maury Sterling) e altri sei amici, per una tranquilla reunion tra conoscenti. La serata, per puro caso, coincide con il passaggio di una cometa che transita a distanza molto ravvicinata dalla Terra. Presto, quello che sembra un normale appuntamento si trasforma in un dramma quando inizia a verificarsi una serie di strani eventi. Il gruppo di amici comprende che il passaggio della cometa ha in qualche modo creato una moltitudine di realtà parallele: in altre parole, ognuno di loro dovrà vedersela con un’infinità di versioni alternative di sé stesso che coesistono nello stesso momento.

Si tratta di un’opera sci-fi non sempre perfetta, ma estremamente interessante per come riesce a gestire i diversi piani temporali e le realtà alternative, gli intricati colpi di scena e soprattutto il clima di panico e paranoia tra i personaggi, esacerbato dal fatto che l’intera azione si svolge tra le quattro mura della casa di uno di loro, Mike. A rendere il tutto ancora più incredibile c’è il fatto che agli attori non è mai stata fornita una vera e propria sceneggiatura, ma soltanto un canovaccio delle scene da girare e della trama generale. Ci sono quindi moltissima spontaneità e improvvisazione nelle reazioni dei protagonisti, i quali sono stati volutamente tenuti all’oscuro dei misteri e dei significati dell’opera. In seguito, molti di loro hanno ammesso in prima persona di non aver mai capito veramente che direzione stesse prendendo la storia, specialmente per quanto riguarda lo scioccante finale.

Senza spoilerare troppo, man mano che la trama avanza, per Emily e i suoi amici diventa sempre più complicato distinguere chi sia reale e chi invece un “clone” proveniente da una realtà alternativa. Il finale non solo non fornisce mai risposte certe sull’origine del misterioso fenomeno legato alla cometa, ma destabilizza ulteriormente lo spettatore costringendolo a dubitare di tutto ciò che ha visto. I personaggi che sopravvivono sono gli stessi che abbiamo seguito fin dall’inizio della storia oppure sono dei cloni? Stiamo ancora empatizzando con le stesse persone? Se sono dei cloni, quando esattamente è avvenuto lo scambio e quante “versioni alternative” abbiamo incontrato senza mai rendercene conto?

In sostanza, il finale di questo film sci-fi non poteva che essere divisivo e ha generato numerose teorie e interpretazioni. A distanza di anni nessuno concorda sull’interpretazione corretta, ma del resto si tratta di un effetto assolutamente voluto: Coherence non è soltanto ambiguo, è costruito appositamente per mettere in crisi la nostra percezione di identità, realtà e responsabilità morale. C’è chi lo ha trovato frustrante e chi geniale, ma di sicuro è un finale come non ne avete mai visti.

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