Una delle incredibili caratteristiche della fantascienza è quella di riuscire, a volte con una precisione sorprendentemente accurata, a prevedere eventi futuri o sviluppi dell’umanità ancora ignoti. Questo è vero a maggior ragione per tutti quei film e quelle serie Tv che negli anni si sono interrogati sul grande problema dell’intelligenza artificiale, cercando di indagare il rapporto tra l’umanità e la macchina, senza minimamente immaginare la rilevanza e la concretezza che questo tema avrebbe assunto ai giorni nostri. Un thriller sci-fi che rientra perfettamente in questo filone è Person of Interest, creato da Jonathan Nolan (Fallout) e andato in onda per cinque stagioni su CBS dal 2011 al 2016.
La trama è incentrata su un gruppo di vigilanti che si occupano segretamente di sventare crimini, omicidi e cospirazioni di diversa portata, dai delinquenti comuni alle pericolose organizzazioni criminali. Ad aiutarli c’è la Macchina, una potentissima intelligenza artificiale sviluppata da Harold Finch, un miliardario genio dell’informatica. La Macchina, creata nell’ambito di un progetto federale antiterroristico, sorveglia illegalmente una enorme quantità di dati raccolti in tutto il mondo, dai filmati delle telecamere di sorveglianza alle comunissime chat personali, analizzando il tutto per prevedere la probabilità che si verifichi un reato attinente alla sicurezza nazionale. Finch, tuttavia, all’insaputa di tutti, ha fatto in modo che la Macchina possa prevedere anche i reati cosiddetti “irrilevanti” per il governo, cioè i crimini legati alla quotidianità.
Se vi è salito un certo senso di angoscia leggendo la trama, purtroppo avete ragione: lo scenario descritto, che nel 2011 era totalmente speculativo, oggi è già realtà in diversi paesi del mondo, in cui l’IA viene utilizzata non soltanto per fare questo tipo di previsioni, ma anche per rintracciare e identificare tramite dati biometrici gli eventuali sospettati. In un certo senso, il thriller di Jonathan Nolan era stato anche generoso con le aspettative: nella serie, infatti, la Macchina può copiare il social security number di una persona che sarà coinvolta in un crimine, ma non può stabilire con esattezza se si tratterà di un carnefice o di una vittima. Questo perché Finch sceglie di progettarla in maniera “etica”, ossia il più possibile rispettosa della privacy dei cittadini, lasciando quindi al suo team di investigatori la responsabilità di interpretare i dati e verificare le informazioni. Tutto questo, ad oggi, non è più così scontato nella realtà, dove la questione della sorveglianza sta sollevando profondi dilemmi etici e possibili violazioni dei diritti umani, soprattutto in determinati Paesi del mondo completamente privi di linee guida sulla governace.
Nonostante risalga a 15 anni fa, Person of Interest è quindi una serie non soltanto ancora molto valida, ma capace di dirci qualcosa sul mondo di oggi, ponendo domande fondamentali sul rapporto tra cittadini e IA e sulla minaccia che queste tecnologie potrebbero rappresentare per il libero arbitrio, se per caso dovessero andare fuori controllo.
Fonte: Screen Rant
Foto: CBS Entertainment
