18 anni fa questa serie ci ha sconvolti con un finale ancora più controverso del Trono di spade
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18 anni fa questa serie ci ha sconvolti con un finale ancora più controverso del Trono di spade

Partita come un teen drama, ha scioccato tutti con un epilogo tanto estremo da superare persino quello criticatissimo della serie fantasy

18 anni fa questa serie ci ha sconvolti con un finale ancora più controverso del Trono di spade

Partita come un teen drama, ha scioccato tutti con un epilogo tanto estremo da superare persino quello criticatissimo della serie fantasy

scena dal finale del trono di spade

Diciotto anni fa è andata in onda una serie che ha sconvolto chiunque l’abbia seguita fino alla fine. Un racconto che è iniziato come una semplice storia sentimentale e che, episodio dopo episodio, è diventato sempre più inquietante, fino a esplodere in un finale talmente estremo da far sembrare quello de Il Trono di Spade quasi rassicurante. Ancora oggi, a quasi due decenni di distanza, il suo epilogo resta uno dei più discussi e divisivi, ricordato come un punto di non ritorno nella televisione giapponese.

La serie in questione è School Days, un anime trasmesso nel 2007 e tratto da una visual novel di grande successo. All’apparenza una storia romantica ambientata tra i banchi di scuola, aveva come obiettivo quello di decostruire il genere harem, ribaltandone completamente le regole. Il protagonista, Makoto Ito, è un normale studente che inizia a frequentare due compagne di classe, Kotonoha Katsura e Sekai Saionji. Da una classica commedia adolescenziale è nato così un intreccio di gelosia e ossessione che ha portato a un finale tanto scioccante quanto inaspettato.

Nel suo ultimo episodio, la tensione è esplosa definitivamente. Sekai, sopraffatta dalla gelosia, accoltella Makoto a morte, mentre Kotonoha, scoperto l’omicidio, reagisce uccidendo a sua volta Sekai. L’anime si è chiuso con una scena ormai celebre e disturbante: Kotonoha in barca, seduta accanto alla testa mozzata del ragazzo che amava, stretta in un abbraccio allucinato e macabro. Una conclusione che ha trasformato un dramma sentimentale in una tragedia horror, rendendo School Days uno degli esperimenti narrativi più estremi mai tentati in un’opera animata.

Il contesto ha contribuito ad amplificare il clamore. Il giorno stesso in cui il canale TV Kanagawa avrebbe dovuto trasmettere l’episodio conclusivo, il 17 settembre 2007, un fatto di cronaca nera ha sconvolto il Giappone: una ragazza di Kyoto ha ucciso il padre con un’ascia. La coincidenza con la violenza rappresentata nell’episodio ha costretto la rete a cancellarne la messa in onda, e la maggior parte delle altre emittenti ha fatto lo stesso. Solo il canale AT-X ha deciso di trasmetterlo qualche giorno dopo, il 27 settembre e l’1 ottobre, in un clima di forte imbarazzo.

Da allora, School Days è rimasto un caso emblematico: un esempio di come la volontà di sovvertire le aspettative possa trasformarsi in un boomerang. L’anime ha voluto criticare il genere romantico e i suoi cliché, ma si è spinto talmente in profondità nell’oscurità da perdere qualunque equilibrio. Il suo finale ha diviso i fan tra chi lo considera una denuncia coraggiosa e chi lo definisce puro sensazionalismo. Quasi vent’anni dopo, resta una delle opere più controverse mai prodotte, capace di lasciare un segno indelebile e di ricordare quanto sia sottile la linea tra provocazione artistica e cattivo gusto.

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