«Iniziarono muovendosi, poi parlarono e ora odorano!» recitava il claim di lancio del film Scent of Mystery di Jack Cardiff, del 1960, un thriller che, oltre a un cast di tutto rispetto (tra cui figuravano Peter Lorre e Elizabeth Taylor), vantava anche la tecnologia Smell-O-Vision, un sistema che rilasciava fragranze nella sala, in teoria coerenti con l’andamento narrativo della pellicola. Non era il primo film a tentare la via dello sfruttamento commerciale di questa idea (giusto l’anno primo c’era stato La muraglia cinese, realizzato in Aromarama), ma fu quello su cui si investì di più che ottenne i risultati economicamente peggiori, cosa che decretò la fine di esperimenti seri in questo senso. Lievemente più fortunato (non di molto) il rapporto tra il cinema e il profumo visto come elemento narrativo.
La pletora di titoli è variegata e andiamo da Il profumo della signora in nero (un classico “giallo all’italiana” del 1974, diretto da Francesco Barilli) a Profumo di donna (sempre del 1974, diretto da Dino Risi), una commedia drammatica di cui Martin Brest (nel 1992) realizza un remake con Al Pacino e Chris O’Donnell. Nel 1994 è la volta de Il profumo di Yvonne, film drammatico-sentimental-erotico, diretto da Patrice Leconte e ovviamente non possono mancare gli adattamenti cinematografici e televisivi de Il profumo di Patrick Süskind (uno del 2006 per le sale e uno del 2018, per il piccolo schermo). Interessante per il tema profetico (una pandemia che priva le persone dei loro sensi, proprio a cominciare dall’olfatto) è Perfect Sense di David Mackenzie, film del 2011 con Eva Green e Ewan McGregor. C’è anche qualche apparizione meritevole di alcune fragranze in film e serie piuttosto famose, dallo Chanel No.5 citato in A qualcuno piace caldo di Billy Wilder all’Angel di Angel di Mugler, usato dal serial killer Buffalo Bill in Il silenzio degli innocenti, dal Youth Dew di Estée Lauder citato nella serie Mad Men al Black Orchid di Tom Ford, che appare in Social Network.

NEW YORK – MARCH 24: Actress Marilyn Monroe poses for a candid portrait with a bottle of Chanel No. 5 perfume on March 24, 1955 at the Ambassador Hotel in New York City, New York. (Photo by Ed Feingersh/Michael Ochs Archives/Getty Images)
Quanto alle star, vi piacerebbe avere lo stesso profumo di Marilyn Monroe? Allora la scelta è obbligata: Chanel No.5, l’unica cosa che la diva indossava per andare a letto. Audrey Hepburn, invece sceglieva Hubert, una fragranza che Givenchy aveva creato espressamente per lei e che divenne famosa come “il profumo proibito”. Elizabeth Arden, invece, dedicò una sua creazione a Elizabeth Taylor e, ancora oggi il suo White Diamond è uno dei profumi più venduti di sempre. La prima Wonder Woman, la straordinaria Lynda Carter, scelse invece Portrait of a Lady di Frédéric Malle. Passando a tempi più recenti, Sarah Jessica Parker ha una intera linea di fragranze personali (non di altissimo profilo, va detto) mentre Leonardo Di Caprio e Tom Cruise si affidano a soluzioni esclusive come l’Eau d’Hadrien di Goutal, Tom Hardy sceglie Sequoia Wood mentre altre star maschili hanno legato il loro nome a determinate fragranze per questioni di sponsorizzazione, ma non sappiamo se siano davvero i loro profumi personali (Johnny Depp e Robert Pattinson hanno scelto Dior, l’Hero di Burberry per Adam Driver, Brad Pitt “usa” il Musk di Lorenzo Villoresi e Timothée Chalamet il Blue di Chanel).
Infine, tre note curiose di profumi che si ispirano a delle opere del grande e piccolo schermo: il T.Shelby che, non ufficialmente, è una fragranza nata dalle suggestioni di Peaky Blinders, lo Spice Mélange di Lorenzini che, ugualmente senza alcun collegamento ufficiale, ci porta sul pianeta Dune e il Floris n.89, la fragranza usata da Ian Fleming e James Bond nei romanzi (in tempi recenti la Floris, per sfruttare il collegamento, ha realizzato una nuova versione dello stesso profumo chiamandola però Floris n.007 che nulla ha a che spartire con i pessimi profumi ufficiali dell’agente con licenza di uccidere). Ultimissima curiosità, tutti gli eroi action degli anni Ottanta usano lo stesso profumo, il pessimo Drakkar Noir.
Insomma, di opzioni per portarsi addosso il cinema e le serie televisive ce ne sono parecchie e io non le sottovaluterei perché, citando Coco Chanel, «il profumo è quell’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il vostro arrivo e prolunga la vostra partenza».

