Si è spento all’età di 93 anni Andrea Camilleri, celebre scrittore, sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente italiano, autore dell’altrettanto famoso personaggio del Commissario Montalbano, protagonista di una serie di romanzi polizieschi e delle omonime opere televisive derivate.
Camilleri era stato recentemente ricoverato in rianimazione presso l’ospedale Santo Spirito di Roma per un arresto cardiaco e le sue condizioni erano state definite gravi.
L’annuncio è arrivato dall’Asl Roma 1, che in un comunicato ha scritto:
«Con profondo cordoglio comunichiamo che alle ore 08.20 del 17 luglio 2019 presso l’Ospedale Santo Spirito e’ deceduto lo scrittore Andrea Camilleri. Il padre di Montalbano stava male da tempo, afflitto dalla cecità e da gravi condizioni fisiche. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali. Per volontà del maestro e della famiglia le esequie saranno riservate. Verrà reso noto dove portare un ultimo omaggio.»
Nato il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, Camilleri inizia a lavorare come regista di teatro nel 1942, proseguendo la sua formazione all’Accademia nazionale d’arte drammatica, dove conclude gli studi nel 1952. Da allora si occupa della regia di oltre cento opere, in particolare quelle di Pirandello, ma sarà anche il primo a portare Beckett in Italia – di cui mette in scena Finale di partita nel 1958 – e altri autori internazionali come Adamov e Majakovskij.
Nel 1958 inizia la sua carriera in Rai, lavorando ad alcune produzioni come Le avventure di Laura Storm e Le inchieste del commissario Maigret, con protagonista Gino Cervi. Nel frattempo diventa anche docente al Centro sperimentale di cinematografia.
La passione per la scrittura dà i primi frutti solo nel 1978, quando esordisce nella narrativa con Il corso delle cose, che aveva in verità scritto dieci anni prima.
Il primo romanzo poliziesco con protagonista il celebre Commissario Montalbano, La forma dell’acqua, arriva nel 1994, per essere poi seguito – due anni dopo – da Il cane di terracotta e Il ladro di merendine, opere che proseguono le vicende del personaggio portandolo a divenire uno dei volti letterari più letti e ristampati di sempre. Anche grazie al caratteristico stile linguistico che si presenta come una commistione di italiano e siciliano, colonna portante di alcuni dei suoi più grandi titoli.
Parallelamente, il suo personaggio arriva anche sul piccolo schermo con la serie Montalbano, dove viene interpretato da Luca Zingaretti, che contribuisce a rendere Camilleri un vero e proprio autore cult. Il suo Commissario sarà infatti protagonista di ben 27 romanzi, portandolo a vendere più di 10 milioni di copie in tutto il mondo, con le sue opere tradotte in almeno 120 lingue diverse.
Non va dimenticato comunque, che Camilleri è comparso anche al cinema come attore. Noto è il vecchio archeologo che interpretò nel film del 1999 di Rocco Mortelliti, giallo intitolato La strategia della maschera; ma anche quello del capo dei servizi segreti nel film TV Quel treno da Vienna, tratto dai romanzi di Corrado Augias.
Da instancabile mente qual era, Camilleri si è anche distinto per il suo impegno politico. Una delle tante attività che lo hanno aiutato in quello che più amava fare: arrivare alla gente.
A tal proposito, parlando del malore che lo aveva recentemente colpito – mentre si stava preparando ad uno spettacolo che si sarebbe tenuto alle Terme di Caracalla – l’autore disse: «Se potessi vorrei finire la mia carriera seduto in una piazza a raccontare storie e alla fine del mio ‘cunto’, passare tra il pubblico con la coppola in mano.»
Fonte: La Stampa
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