«Dove è finita la Pretty Princess?» viene da chiedermi quando Anne Hathaway mi si para davanti altissima (complice il tacco a spillo) e fasciata da un pantalone di pelle nera che ne sottolinea l’eccessiva magrezza. «È per abituarsi alla “divisa” di Catwoman?» le chiedo. Lei, a metà tra il timido e l’imbarazzato, mi sorride. La incalzo: «Non deve essere molto comoda, vero?». Lei: «Be’, non è un film in cui la comodità è la priorità…». Qui la dieta vegetariana (cui è devota) non c’entra. È evidente che Christopher Nolan la sta mettendo a dura prova sul set de Il cavaliere oscuro – Il ritorno; sicuramente la sta costringendo a un costante esercizio fisico, necessario a entrare nei panni succinti di Selina Kyle. Ma anche di questo preferisce non parlare: «Sa, sono cose personali… preferisco raccontare dei personaggi piuttosto che degli allenamenti». Provo a fare un ultimo tentativo: «È vero che questi prevedono anche un’ora e mezza di danza, oltre a quelle di stunt training?». Risponde: «Le farei vedere i miei piedi e i lividi che mi sono procurata qua e là… Ho sempre cercato di mantenere una certa linea, ma ho anche capito che per fare questo lavoro bisogna essere forti». Il suo sguardo torna ad abbassarsi per un attimo, poi si risolleva: «A questo proposito, mi potrebbe passare dell’acqua per favore? Anche le interviste sono faticose…» (ride). La incontro in occasione della presentazione di One Day, dramedy tratta dal bestseller di David Nicholls e diretta dalla regista di An Education Lone Scherfig, dove Annie interpreta Emma, studentessa piena di sogni e ambizioni che dovrà scontrarsi con gli ostacoli della vita. E del cuore.

Best Movie: Ha sempre detto che le piacciono i personaggi che la spaventano. Capisco Catwoman, ma cosa la spaventava di Emma?
AH: L’accento, innanzitutto. Io sono americana, lei è nata e cresciuta nello Yorkshire (contea dell’Inghilterra, ndr). E poi lei è entrata nel cuore di milioni di fan che hanno amato il libro di Nicholls. Avevo tutte le ragioni per essere spaventata…

BM: Avendo fatto Becoming Jane, pensavo che l’accento non fosse più un problema…
AH: Lei mi sopravvaluta! La verità è che sono accenti completamente diversi. Ci crede che per prepararmi a Emma ho incontrato diverse persone originarie dello Yorkshire e ognuna aveva un accento diverso?

BM: Come è riuscita a battere la concorrenza delle colleghe inglesi?
AH: Ho giocato d’astuzia e ho mandato a Lone delle canzoni che secondo me Emma avrebbe apprezzato o che mi ricordavano il rapporto tra lei e Dexter (co-protagonista del film, amico/amante di Emma, interpretato da Jim Sturgess, ndr).

BM: Ha mai avuto una relazione così esclusiva come quella tra Emma e Dexter?
AH: Non proprio… Credo che Emma e Dexter sentano una particolare attrazione fisica. Io ho molti amici uomini, ma la maggior parte sono gay, quindi nessuna attrazione fisica…. (ride)

BM: Be’, ma molte ragazze si innamorano degli amici gay…
AH:
Ah sì? In effetti, credo di essere uscita con un paio di ragazzi gay, che però non riuscivano ad ammetterlo. Lei ha qualche storia carina da raccontarmi?

BM: No, però lei può raccontarmi di suo fratello Michael e del suo coming-out…
AH: Cosa vuole sapere? Che Mike per sposare il suo compagno è dovuto andare in Canada? Che credo che la discriminazione nei confronti degli omosessuali sia un reato e mi batterò finché non sarò sicura che mio fratello goda dei miei stessi diritti?

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