Ben prima di Stranger Things, questa serie TV degli anni '90 ha unito coming-of-age e paranormale
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Ben prima di Stranger Things, questa serie TV degli anni ’90 ha unito coming-of-age e paranormale

Lo show dei fratelli Duffer è uno dei migliori di questo filone, ma non è certo l'unico

Ben prima di Stranger Things, questa serie TV degli anni ’90 ha unito coming-of-age e paranormale

Lo show dei fratelli Duffer è uno dei migliori di questo filone, ma non è certo l'unico

Ben prima di Stranger Things, questa serie TV degli anni '90 ha unito coming-of-age e paranormale

Quest’anno si concluderà ufficialmente Stranger Things, uno dei più grandi successi della piattaforma Netflix, che culminerà con l’attesissima quinta stagione. Fin dal debutto avvenuto nel 2016, la serie dei fratelli Duffer si è distinta per la capacità unica di mescolare in maniera convincente diversi generi, associando horror e fantascienza alla storia di formazione, poiché tutti i protagonisti principali sono ragazzini alle prese con i problemi quotidiani.

Stranger Things è uno dei migliori prodotti di questo filone, ma non è certo l’unico. Tra i più sottovalutati c’è anche una serie targata Disney, che ben prima dello show Netflix è riuscita nell’impresa di unire fantastico e coming-of-age. Si tratta di So Weird – Storie incredibili, andata in onda su Disney Channel dal 1999 al 2001, spesso definita «X-Files per ragazzi».

Tra fantasy, drammatico e fantascienza, il racconto è incentrato su Fiona Philips (Cara DeLizia), giovane ragazza che è in tour insieme a sua madre, una famosa rock star. Lungo la strada, la protagonista si trova faccia a faccia con ogni tipo di entità paranormale: dai fantasmi agli alieni, passando per i buchi temporali, il bigfoot, gli angeli e i fuochi fatui. A fare da filo conduttore alle sue vicende è il tentativo di mettersi in contatto con suo padre Rick, morto quando lei aveva solo tre anni.

Si tratta di un prodotto piuttosto atipico sia per lo standard delle serie televisive Disney, rispetto alle quali si caratterizzava come molto più dark e oscuro, che in generale delle storie per bambini e ragazzi dell’epoca. So Weird combinava il format del “mostro della settimana” con una trama orizzontale che ruotava attorno al ritrovamento del padre di Fiona, non lesinando mai su pericoli, mistero e profondità emotiva. Sicuramente è una serie con un target differente rispetto a Stranger Things, ma le due hanno anche diversi elementi in comune, come i momenti di forte intensità e il focus sui rapporti interpersonali, di famiglia e amicizia, tra i personaggi. Il tutto, ovviamente, visto con gli occhi di un’adolescente. Un’altra caratteristica che contraddistingue la serie Disney, rendendola unica nel suo genere, è la capacità di indagare gli aspetti più esistenziali del paranormale. In diversi episodi, infatti, So Weird si chiede cosa succeda alle persone dopo la morte, se esista il mondo degli spiriti e cosa determini la nostra identità come esseri senzienti.

A differenza di Stranger Things, però, la serie Disney è stata cancellata dopo la terza stagione. Questo è stato determinato soprattutto dall’addio di Cara DeLizia, l’attrice protagonista, che ha lasciato il ruolo di Fiona dopo la fine della seconda stagione, passando il testimone ad Alexz Johnson nei panni di Annie. Da questo momento in poi, però, lo show è diventato meno dark e ha presentato toni più leggeri e scanzonati, cosa che ha fatto allontanare i fan storici.

Fonte: Comicbook

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