C’è un tipo di horror che non nasce dal soprannaturale, ma da esperienze profondamente radicate nel reale. È da qui che parte CARNE, il nuovo cortometraggio diretto da Laura Plebani, di cui è stato diffuso oggi il teaser trailer, e che sceglie di raccontare la maternità e la solitudine post-partum attraverso uno sguardo intimo e perturbante.
A rendere particolarmente significativo il progetto è anche la sua impostazione produttiva: il film è stato girato a Milano su un set inclusivo, a misura di genitori, con un servizio di child care dedicato ai figli di cast e troupe. Una scelta che punta a dimostrare come sia possibile conciliare lavoro e famiglia anche nel contesto cinematografico, proponendo un modello concreto di supporto alla genitorialità.

Al centro della storia c’è Claudia, interpretata da Matilda Lutz, madre alle prese con le difficoltà dello svezzamento del proprio bambino, in una fase segnata da isolamento, fragilità e senso di inadeguatezza. Il rapporto con la madre, incapace di offrirle un reale supporto, e le complicazioni legate all’allattamento – reso doloroso da una dentizione precoce del bambino – conducono a un clima sempre più instabile. Con il calo di peso del piccolo, la pediatra insiste affinché Claudia inizi lo svezzamento, ma i primi tentativi si rivelano un fallimento. Preoccupata di non riuscire a nutrire il figlio, la protagonista decide quindi di rivolgersi a una consulente per l’allattamento, che prova a rassicurarla ricordandole che lei è già tutto ciò di cui il bambino ha bisogno.
Accanto a Matilda Lutz, il cast comprende Angela Finocchiaro, Alessandra Ingoglia e Maria Teresa Galati, con la partecipazione dell’ostetrica Alessandra Bellasio.
Il trailer di CARNE
Come dicevamo, CARNE non si distingue però solo per il suo approccio narrativo: il film nasce anche da un’esigenza concreta, legata al modo stesso di fare cinema oggi. «Carne nasce non solo da differenti modi di vivere la maternità – spiega la produttrice Giada Mazzoleni -, ma dalla stessa necessità di madri (e padri) di lavorare in un contesto inclusivo, in cui l’azienda e i professionisti non allontanano i genitori dal lavoro ma li supportano con servizi che tengono conto della complessità della conciliazione tra sforzo creativo e urgenze sociali».
Una visione che si riflette direttamente nel modello produttivo adottato. Il cortometraggio è stato girato a Milano su un set pensato per essere inclusivo, con un servizio di child care dedicato ai figli di cast e troupe, pensato per permettere ai professionisti coinvolti di conciliare lavoro e vita familiare.
La produzione racconta infatti come questa scelta abbia avuto un impatto immediato: «nelle cinque giornate di set abbiamo ricevuto nove richieste di accoglienza, con differenti fasce orarie e differenti necessità». Un’organizzazione che ha dato vita a una vera e propria “produzione nella produzione”, tra spazi dedicati ai bambini, servizi specifici e personale qualificato.

Il progetto si pone così anche come un segnale concreto per l’industria, che dimostra come un protocollo di assistenza all’infanzia sui set non solo sia necessario, ma anche pienamente realizzabile. Con CARNE si afferma la possibilità di conciliare genitorialità e lavoro nel cinema, come ribadito da Mazzoleni: «Speriamo che il nostro impegno crei un precedente, e sempre più soluzioni di accudimento e cura possano essere attuabili e rendere l’ambiente di lavoro il più inclusivo possibile».
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