C'è un dettaglio che rende il nuovo Dragon Trainer ancora più commovente del film originale
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C’è un dettaglio che rende il nuovo Dragon Trainer ancora più commovente del film originale

A prima vista il live-action sembra identico al cartone, ma ci sono una serie di sottili differenze pensate per renderlo più emozionante. Una su tutte...

C’è un dettaglio che rende il nuovo Dragon Trainer ancora più commovente del film originale

A prima vista il live-action sembra identico al cartone, ma ci sono una serie di sottili differenze pensate per renderlo più emozionante. Una su tutte...

le differenze tra live-action e cartone di dragon trainer

Quando Dragon Trainer è arrivato nei cinema nel 2010, ha subito conquistato il cuore di milioni di spettatori con la sua storia tenera e avventurosa sull’amicizia tra un ragazzo vichingo e un drago leggendario. Con i suoi momenti epici, ma anche profondamente emotivi, il film d’animazione firmato DreamWorks è diventato subito un classico, capace di commuovere grandi e piccoli. Negli anni, è diventato un vero fenomeno culturale, seguito da due sequel altrettanto apprezzati. 

Con queste premesse, era inevitabile che l’annuncio di un remake live-action, uscito nei cinema il 13 giugno 2025, sollevasse più di qualche dubbio. Serviva davvero rifare una storia già perfetta così com’era? Sarebbe stato solo un copia-incolla con attori in carne e ossa e draghi in CGI? La regia è ancora una volta affidata a Dean DeBlois, autore della trilogia animata, e la sua risposta è stata chiara fin dal primo trailer: il live-action non vuole davvero solo replicare, ma intensificare e approfondire. E in effetti, c’è un dettaglio in particolare che lo rende più commovente dell’originale.

Chi ricorda il finale del film animato sa quanto fosse straziante: dopo la battaglia finale, il grande capo dei vichingi dell’isola di Berk Stoick trova Sdentato a terra, immobile, e teme che suo figlio Hiccup sia morto. Si inginocchia, sconfitto, e per un momento il silenzio dice tutto. Nel remake, quella scena è rimasta quasi identica, ma una piccola variazione l’ha trasformata in un momento ancora più intenso: mentre Stoick è in ginocchio, distrutto dal dolore, Astrid si avvicina in silenzio e gli poggia una mano sulla spalla. È un gesto semplice, umano, ma carico di significato: Stoick, che per tutta la storia è stato un padre duro e orgoglioso, non è più solo nel suo dolore. Per la prima volta, qualcuno gli è accanto nel momento più fragile. E questo singolo tocco ha cambiato il tono emotivo della scena, aggiungendo un senso di comunità, compassione e speranza che nel film del 2010 era solo suggerito.

Il film live-action, che qualcuno ha etichettato come “cinema cosplay” proprio per la sua apparente sovrapposizione con il film d’animazione di quindici anni fa, presenta anche altre modifiche rispetto all’originale, tutte pensate per dare maggiore profondità ai personaggi e al mondo in cui vivono. Per esempio: i draghi attaccano i Vichinghi nel mare, durante la spedizione al Nido dei Draghi, una scena d’azione intensa che rende chiaro, fin dall’inizio, quanto siano reali le minacce che affrontano; Astrid e Hiccup condividono un momento prima del combattimento nell’arena, dove Hiccup le chiede di non intervenire se fallisse, per proteggerla dalle conseguenze: un’aggiunta, questa che rafforza il loro legame e mostra quanto lui sia consapevole della posta in gioco.

Inoltre, il combattimento di Sdentato nell’arena è molto più lungo e coreografato: L’azione è più spettacolare, ma mantiene intatto il cuore della scena, la lealtà tra Hiccup e il suo drago. Questa aggiunta per qualche fan era doverosa, visto che il senso stesso di un remake live-action di questo tipo è dare spazio a scene esaltate dalle più moderne tecnologie, rispetto allo stato dell’arte del 2010. Infine, Astrid si scontra con Hiccup in modo più deciso: non solo lo mette in discussione, ma gli ricorda il privilegio di essere figlio del capo e gli chiede di prendere una posizione chiara. Una svolta che rende il loro rapporto più complesso e realistico.

Tutte queste modifiche hanno un solo scopo: rafforzare le emozioni che il pubblico già conosce e ama. E nel momento in cui Stoick viene toccato da Astrid, il film riesce in qualcosa di raro per un remake: aggiungere qualcosa di nuovo, senza tradire lo spirito originale. Per chi pensava che questo Dragon Trainer fosse solo un esercizio di stile, quel gesto silenzioso dimostra che, a volte, basta un dettaglio per volare ancora più in alto.

Leggi anche: Dragon Trainer: le nostre interviste al regista Dean DeBlois, a Gerard Butler e ai due interpreti di Hiccup e Astrid

Foto: Universal

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