Le vacanze di Natale e la Dolce Vita. Gli spot dei telefonini e lo swing. La cialtroneria e la classe. Quando lo incontri, non hai mai davanti a te un solo Christian De Sica. Almeno due, forse di più. Il programma è puntuale come ogni anno, in tempo di Feste: le luci per le strade, lo zampone con le lenticchie, e il cinepanettone. Dunque, anche l’intervista comincia come un incontro di rito. Poi, però, scivola da qualche altra parte. Eh già, la doppiezza di cui dicevamo. E allora la politica, il Cinema (sì, con la maiuscola), lo stato delle cose di casa nostra, che passa anche attraverso la lente deformante della commedia “made in Neri Parenti”. I Mondiali non hanno portato fortuna, ma quest’anno è Natale in Sud Africa, due episodi incrociati tra loro, tra pochade e safari, con vecchi compagni di viaggio (Massimo Ghini) e nuovi ingressi (Giorgio Panariello e Belén). Ma De Sica è doppio, si diceva: oltre al solito appuntamento comico, a dicembre esce anche con The Tourist, il thriller d’autore con Johnny Depp e Angelina Jolie in cui è un commissario nella Venezia dei misteri. Quando lo incontriamo, il calendario (dell’avvento) ha ancora molte caselle da riempire: «Ero a Los Angeles per doppiare in inglese alcune scene di The Tourist, quando mi hanno chiamato da Roma per rifare una battuta di Natale in Sud Africa. Gliel’ho detta al volo, al telefono, dagli studi di Hollywood».

Best Movie: Il cinepanettone è ormai un rito natalizio di massa, battuto solo dalla Messa di mezzanotte.
Christian De Sica: «Sono passati tanti anni, è sempre più difficile rinnovarsi. Ma il cinepanettone è nei nostri cuori, ed è amato dal pubblico».

Best Movie: La formula è sempre la solita: l’italiano medio, un po’ cialtrone…
Christian De Sica: «Aspetti, la devo fermare: io stavolta, a sorpresa, ho un ruolo un po’ diverso. Per la prima volta non sono il mascalzone, quello è Max Tortora. Io sono un buono, una vittima. E poi abbiamo mischiato le carte: mi hanno diviso da Ghini, dopo tanti anni insieme ora recitiamo in due episodi diversi. E anche da Belén, già ci vediamo abbastanza sui set degli spot dei telefonini…».

Best Movie: Ma come, niente bellona di turno stavolta…
Christian De Sica: «Io recito accanto a Serena Autieri e Barbara Tabita, che non sono esattamente delle cozze. Belén l’ho incrociata giusto un giorno: quando partiva lei, cominciavo io».

Best Movie: I pilastri su cui si regge l’Italia traballano, ma il cinepanettone è sempre stabile.
Christian De Sica: «E io pure, son lì da 27 anni (ride). Sa, quel “Natale a” è una gabbia da cui non si scappa. Vuol dire luoghi e schemi fissi – l’aeroporto, l’albergo, l’avventura, gli equivoci – su cui si introducono elementi nuovi. Si strizza l’occhio al pubblico: stavolta si è puntato sul successo di Belén e su Laura Esquivel del Mondo di Patty, che piace ai ragazzini».

Best Movie: 27 anni da “maschera dell’italiano in vacanza” sono una responsabilità.
Christian De Sica: «È una fatica: stavolta poi, tra caldo, freddo, piogge, sole…».

Best Movie: Domanda marzulliana: se la politica è sempre più “cinepanettonesca” è colpa vostra, oppure è il malcostume parlamentare ad ispirarvi?
Christian De Sica: «Capiamoci: noi balliamo il Waka Waka, non il Bunga Bunga. Vogliamo regalare risate per un paio d’ore, quello che si legge sui giornali – specie dopo due mesi passati fuori dall’Italia – mette solo tristezza, c’è da stendere un velo pietoso».

Per leggere il resto dell’intervista correte a comprare la rivista. Best Movie di dicembre è già in edicola.


Christian De Sica, 59 anni, abbandona il ruolo del mascalzone per quello della “vittima” di turno. I due sono protagonisti di uno dei due episodi in cui è diviso Natale in Sud Africa


Christian De Sica nei panni del commissario che arresta Johnny Depp (47) in The Tourist, il film girato da Florian Henckel von Donnersmarck (Le vite degli altri) a Venezia

De Sica nei panni quattrocenteschi di uno dei goliardici personaggi di Amici miei… come tutto ebbe inizio, prequel firmato dall’insostituibile Neri Parenti del capolavoro comico di Mario Monicelli

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