15:38: si conclude con i progetti futuri. Wright girerà Ant-Man in 3D, è il suo prossimo progetto. Webb non vede l’ora di finire The Amazing Spider-Man 2 e poi fare un musical e una “physical comedy”. Cuaron invece deve ancora finire Gravity… e poi girerà un horror!!! E con questa chiudiamo e ci prepariamo al panel di Ender’s Game.

15:33: ora si parla del 3D, e le domande sono sempre le solite: serve? Non serve? Secondo Cuaron, che ha appena girato Gravity in 3D, il 3D non serve quasi mai – tranne, ovviamente, per il suo film. «Ci ho messo quattro anni e mezzo a girare Gravity, quando abbiamo cominciato il 3D era ancora una figata». Wright definisce il 3D una «blockbuster tax».

15:32: Wright è più ottimista, e dice che secondo lui c’è appetito anche per storie originali e nuove, non esistono solo i blockbuster nel cuore della gente.

15:28: ora dal pubblico qualcuno chiede cosa ne pensano delle dichiarazioni di Spielberg sul futuro del cinema. Secondo Cuaron quel che sta cambiando è il modo in cui i film vengono prodotti e distribuiti, e già si vede, tanto che nei multiplex ormai ci sono solo film ad altissimo budget. Secondo Webb è impossibile fare film drammatici da 15 milioni di dollari perché non fanno guadagnare. Cuaron parla dell’importanza del poter girare un film sul portatile e distribuirlo indipendentemente senza passare per i multiplex; il futuro per il messicano è semplice: i multiplex per sequel e remake, Internet per il cinema indie.

15:23: ora i tre parlano di chi ha fatto loro da mentore. Webb parla di Tim Sexton (sceneggiatore per I figli degli uomini…), Cuaron parla di un paio di registi messicani, Wright infine nomina Sam Raimi.

15:21: Cuaron dice che la sua massima ispirazione per Gravity è Duel di Spielberg. Webb dice Operation Double Drop. Wright invece dice «tutta la sci-fi inglese di quando ero piccolo, da Quatermass a Dr. Who» (prevedibile…).

15:20: Wright spiega che per diventare un attore, o uno sceneggiatore, o un regista, bisogna provare a fare di tutto, anche le cose per cui non si è portati, per esempio recitare se si vuole fare i registi, giusto per mettersi nei panni di qualcun altro.

15:17: secondo Wright, gli attori amano fare i fighi quando ci sono gli stuntmen sul set, perché vogliono dimostrare di essere uomini veri. E infatti Simon Pegg ha girato quasi tutto The World’s End con il gesso sulla mano perché se l’è rotta girando una scena.

15:14: Webb dice che la cosa che gli piace è quando gli attori lo sorprendono facendo qualcosa di completamente inaspettato.

15:11: ora Cuaron sta spiegando che la macchia di sangue che c’è sulla telecamera in una delle ultime scene dei Figli degli uomini non doveva essere lì, ma quando lui disse «taglio!» nessuno lo sentì perché sul set c’era un’esplosione, quindi alla fine la macchia è rimasta e la scena è venuta molto meglio del previsto… i tre si stanno molto divertendo a chiacchierare tra loro, diciamo.

15:08: mentre Webb e Wright scherzano sul fatto che non bisogna dire parolacce al Comic-Con (a Webb è appena scappato un «fucking fantastic»), permetteteci una riflessione: Webb è il sosia di Fred Durst.

15:04: secondo Cuaron, se fai un taglio il pubblico capisce, anche inconsciamente, che c’è un regista che sta manipolando il tempo. Con i piani-sequenza no, è tutto in tempo reale e sembra più vero.

15:02: ovviamente si parla di piani-sequenza con Cuaron, e del fatto che quando vedi un piano-sequenza la prima cosa che pensi è «l’hanno girato davvero, non ci sono stunt o trucchi». Edgar Wright concorda, Cuaron concorda… insomma, alla fine della fiera viene fuori che i piani-sequenza sono una figata.

15:00: si inserisce Webb che spiega che una delle scene più difficili che hanno girato è una “old school comedy scene” con Garfield e una tazza di caffè. «Ci vuole “timing and choreography” per girare una scena del genere senza fare follie con la camera, lasciando fare tutto agli attori».

14:54: Edgar Wright, regista di The World’s End, parla della CGI e degli effetti speciali in generale da usare nel film. «Il mio film comincia che sembra una “reunion comedy” tra amici, poi cresce, e ci siamo riusciti anche perché i protagonisti non hanno usato stunt: si sono allenati con gli stunt ma hanno girato loro quelle scene, così abbiamo potuto fare cose deliranti perché la recitazione è realistica, possiamo inquadrarli in faccia quando succedono cose folli. Martin (Freeman) e Simon (Pegg) hanno quarant’anni ma se li pungi sull’orgoglio (“Ce la fai a fare questa cosa?”) gli puoi far fare di tutto».

14:50: ora Marc Webb spiega come ha fatto a far volare Andrew Garfield: nel primo film costruirono dei meccanismi enormi a cui sospendere l’attore, per poi riprendere il tutto e usarlo come base per ricostruire le cose in CGI. Per Webb la cosa più interessante del nuovo film è giocare con i villain, motivo per cui ha scelto Electro per il film, perché gli forniva una sfida creativa. «Il motivo per cui amo Spider-Man è che ha problemi quotidiani che ho anch’io, tipo lavarsi le mutande, però poi deve scontrarsi con gente tipo Electro che è tipo un semidio».

14:49: Cuaron racconta che Sandra Bullock e George Clooney facevano a gara per imitare il suo accento…

14:45: Cuaron: «Che problemi ho avuto a girare il film? Pensavo sarebbe stato un progetto semplice, da girare in un anno, con pochi soldi, ma una volta finito lo script ci siamo accorti che non esisteva ancora la tecnologia per girare il film! Avevamo la tecnologia necessaria per girare scene di venti secondi al massimo, abbiamo dovuto inventare altre cose che non esistevano – che non vi spiego perché sono noiosissime». Dopodiché arriva effettivamente la spiegazione, che è… molto, molto tecnica, diciamo.

14:41: si comincia! «Qual è la cosa più eccitante a cui avete dato vita nei vostri ultimi film?». Wright risponde «mettere insieme generi diversi per dare in realtà vita a commedie basate sui personaggi e i loro rapporti». Per Webb (che indossa un cappellino imbarazzante, sorry Marc!) «i rapporti tra personaggi inseriti in un contesto di distruzione e casino totale». Cuaron, invece, parla di Gravity (scritto insieme al figlio) e dice che «la cosa più eccitante del mio nuovo film è mettere un piccolo essere umano a galleggiare nelle profondità dello spazio, creando un film d’azione usando un singolo personaggio».

14:38: dieci minuti che sono diventati venti, fatto sta che ci siamo: salgono sul palco Marc Webb, Alfonso Cuaron ed Edgar Wright! Delirio per Cuaron alla menzione di Harry Potter (…), tiepidi applausi per Marc Webb (povero) e grandi applausi per Edgar Wright.

14:18: siamo in attesa dell’inizio di The New Visionaires, una tripla masterclass di un’ora in cui Marc Webb, Edgar Wright e Alfonso Cuaron discuteranno del futuro del cinema. Pensavamo di saltarlo e procurarci del cibo, ma alla fine la tentazione era troppo forte… quindi tra una decina di minuti torniamo in diretta.

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