A quasi cinque anni dal debutto del primo capitolo, Death Stranding è pronto a tornare con una nuova, attesissima avventura. Il secondo episodio del gioco creato da Hideo Kojima, intitolato Death Stranding 2: On the Beach, arriverà su PlayStation 5 il prossimo 26 giugno, promettendo di espandere ulteriormente l’universo post-apocalittico che ha affascinato milioni di giocatori in tutto il mondo. Ma quella videoludica non sarà l’unica incarnazione del progetto nei prossimi mesi. Da tempo è in lavorazione anche un adattamento cinematografico live-action, prodotto da A24 in collaborazione con Kojima Productions. Il regista Michael Sarnoski, già autore di A Quiet Place: Day One, è stato scelto per scrivere e dirigere il film. E lo stesso Norman Reedus, volto del protagonista Sam Porter Bridges, ha dichiarato che tornerebbe volentieri a interpretare il personaggio anche sul grande schermo. Ma non è ancora tutto.
Hideo Kojima stesso ha appena annunciato una nuova, inaspettata espansione del suo universo narrativo: un adattamento anime di Death Stranding è ufficialmente in sviluppo. La rivelazione è arrivata durante un’intervista a Vogue Japan, in cui il game designer ha parlato della sua visione cinematografica per il futuro del brand: «Sto lavorando anche con A24 a un adattamento cinematografico live-action di Death Stranding. Quando si parla di adattamenti cinematografici di videogiochi, ci sono esempi recenti come The Last of Us, che mantiene intatta la trama originale, oppure Super Mario Bros. – Il Film, pensato più come fan service. Entrambi i tipi di approccio hanno i loro meriti, ma da amante del cinema voglio esplorare una forma di espressione puramente cinematografica. Il mio obiettivo è realizzare Death Stranding in un modo che solo il cinema può permettere, un film in grado di vincere premi a Cannes e Venezia. In realtà, stiamo anche lavorando a un adattamento anime» ha detto.
Non sono ancora stati rivelati dettagli sulla produzione o sullo studio d’animazione coinvolto, ma è chiaro che l’universo di Death Stranding è destinato a espandersi ben oltre i confini del videogioco. La scelta di esplorare il linguaggio dell’anime apre scenari creativi potenzialmente molto diversi, capaci di reinterpretare visivamente e narrativamente il mondo immaginato da Kojima. A seconda dello stile adottato, potremmo trovarci di fronte a un adattamento più intimista, visionario o addirittura iper-stilizzato, magari firmato da uno studio di culto come Trigger o Production I.G.
Una cosa è certa: Hideo Kojima continua a muoversi su più fronti, spingendo sempre più in là il concetto stesso di “universo narrativo” legato a un videogioco. Con un nuovo gioco in uscita, un film in preparazione e ora anche un anime all’orizzonte, Death Stranding si conferma come uno dei progetti più ambiziosi e trasversali dell’industria dell’intrattenimento contemporanea.
Cosa ne pensate? Vi esalta l’idea di un anime? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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Fonte: Vogue Japan
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