Digger è ispirato a Trump? La verità sul personaggio di Tom Cruise
whatsapp

Il Digger di Tom Cruise è ispirato a Donald Trump? Le somiglianze hanno acceso il dibattito

Il miliardario petrolifero interpretato dalla star di Hollywood ha ricordato a molti l'eccentrico Presidente degli Stati Uniti. Ma la storia di Digger è più complessa di quanto sembri...

Il Digger di Tom Cruise è ispirato a Donald Trump? Le somiglianze hanno acceso il dibattito

Il miliardario petrolifero interpretato dalla star di Hollywood ha ricordato a molti l'eccentrico Presidente degli Stati Uniti. Ma la storia di Digger è più complessa di quanto sembri...

tom cruise come digger e donadl trump

Da oggi, 1 ottobre 2026, Digger arriva nelle sale e porta con sé non soltanto il ritorno di Tom Cruise in un ruolo molto diverso da quelli che hanno dominato la sua carriera recente, ma anche una domanda che accompagna il film praticamente dalle prime immagini: a chi assomiglia davvero Digger Rockwell? La nuova commedia satirica di Alejandro González Iñárritu ha già diviso nettamente la critica, conquistata dalla sua ambizione oppure respinta dai suoi eccessi, e al centro di molte discussioni c’è proprio il protagonista interpretato da Cruise. Miliardario, magnate del petrolio, istrionico, convinto di poter dominare gli eventi e capace di trasformare ogni crisi in una dimostrazione della propria importanza: per alcuni osservatori è stato difficile non pensare a Donald Trump.

Il paragone è stato alimentato anche dal momento storico in cui il progetto è nato. Iñárritu ha iniziato infatti a sviluppare il film insieme alla sceneggiatrice messicana Sabina Berman nel 2017, quando Trump aveva appena iniziato il suo primo mandato alla Casa Bianca. Negli anni successivi, però, Digger ha continuato a cambiare forma, proprio perché il regista si è trovato davanti a un problema insolito per chi tenta di costruire una satira del presente: la realtà continuava a diventare più estrema della finzione.

Chi è Digger Rockwell nel nuovo film con Tom Cruise

Digger Rockwell è uno degli uomini più potenti del pianeta. È un miliardario texano che ha costruito la propria fortuna sul petrolio e che affronta il mondo con la sicurezza di chi è abituato a vedere denaro, influenza e volontà personale come strumenti sufficienti per risolvere qualsiasi problema. Quando le attività della sua compagnia contribuiscono a provocare una catastrofe ambientale, però, quella convinzione viene portata alle conseguenze più estreme. Il presidente degli Stati Uniti, interpretato da John Goodman, pretende infatti che sia proprio Digger a trovare una soluzione alla crisi. Il magnate finisce così nella posizione paradossale di dover salvare il mondo da un disastro al quale lui stesso ha contribuito. Ma è soprattutto il modo in cui affronta questa situazione a definire il personaggio: Rockwell non sembra disposto semplicemente a riconoscere un errore e rimediare, perché anche l’apocalisse può diventare ai suoi occhi un’altra occasione per riaffermare il proprio ruolo.

Iñárritu ha raccontato di avere immaginato il personaggio quasi dieci anni fa, mentre stava terminando The Revenant. Prima ancora di trovare una storia precisa, aveva già in mente un uomo capace di imporre agli altri la propria versione della realtà, affascinante abbastanza da convincere chi lo circonda a seguirlo anche quando le sue certezze diventano pericolose. Cruise ne accentua deliberatamente il carattere larger than life. Il divo di Mission: Impossible è quasi irriconoscibile sotto capelli radi, trucco prostetico e una corporatura appesantita, mentre la sua recitazione spinge sulla teatralità, sull’energia e sull’ego smisurato del personaggio. Il risultato è lontanissimo dall’eroe efficiente e controllato che l’attore interpreta abitualmente e più vicino a una caricatura del potere contemporaneo.

Perché Digger Rockwell sta ricordando Donald Trump

È soprattutto l’insieme di questi elementi ad avere alimentato il paragone. Digger è un miliardario americano, ostenta sicurezza assoluta, parla come se la propria volontà potesse modificare i fatti e occupa costantemente il centro della scena. La sua capacità di trasformare una crisi collettiva in una vicenda che riguarda soprattutto se stesso ha spinto una parte della critica internazionale a leggere nel personaggio evidenti risonanze con Donald Trump. Il confronto è comparso anche nelle recensioni uscite a ridosso dell’arrivo nelle sale. The Guardian, per esempio, ha rilevato esplicitamente la vicinanza percepita tra la figura interpretata da Cruise e personalità reali come Trump, all’interno di una satira concentrata su ricchezza, potere e crisi climatica. 

Ma Rockwell può essere letto anche all’interno di una genealogia molto più ampia. Il cinema americano ha raccontato per decenni uomini ricchissimi convinti che il denaro permetta di riscrivere le regole: da Charles Foster Kane di Quarto potere all’Howard Hughes di The Aviator, fino ai miliardari tecnologici di Ex Machina, Don’t Look Up e Glass Onion. Digger raccoglie caratteristiche appartenenti a quell’archetipo e le porta dentro un presente in cui potere economico, spettacolo, politica e capacità di controllare il racconto pubblico sono diventati sempre più difficili da separare.

Leggi anche: Ian McKellen ha “blastato” Donald Trump durante le riprese di Avengers: Doomsday

Cosa ha detto Iñárritu sull’ispirazione politica di Digger

La storia della lavorazione del film è particolarmente interessante. Iñárritu e Sabina Berman hanno iniziato a scrivere Digger nel 2017 e il regista ha raccontato che, durante il lungo sviluppo, ciò che accadeva nel mondo continuava a mettere in crisi la loro satira. Secondo Iñárritu, lui e Berman arrivavano a immaginare comportamenti sempre più assurdi per il presidente presente nella storia, salvo poi assistere a una realtà capace di procedere ancora più velocemente della loro fantasia. Il regista ha descritto quella fase quasi come il tentativo di realizzare un documentario sul futuro: ogni volta che la sceneggiatura provava ad anticipare il presente, nuovi eventi sembravano renderla già superata.

L’associazione con la politica americana degli ultimi anni è più che naturale, anche perché la prima fase di scrittura coincide con l’inizio della presidenza Trump. Iñárritu, tuttavia, ha spiegato il progetto in termini più ampi, parlando di uomini al potere, ego, distruzione e di un mondo diventato sempre più rumoroso, frammentato e performativo. Il suo interesse sembra quindi rivolgersi meno al ritratto di un singolo leader che a un sistema nel quale realtà, spettacolo e rappresentazione pubblica finiscono continuamente per sovrapporsi.

L’ambiguità ha comunque ed inevitabilmente acceso il dibattito. Guardando Tom Cruise nei panni di un miliardario petrolifero convinto di poter imporre la propria interpretazione della realtà, il riferimento a figure del presente può apparire immediato. Digger, però, sembra voler allargare il bersaglio: non soltanto un uomo, ma un tipo di potere che trasforma ricchezza, carisma e capacità di attirare l’attenzione negli strumenti con cui tentare di controllare perfino una catastrofe.

© RIPRODUZIONE RISERVATA