Stando a quanto appreso da Best Movie a margine dell’evento “What Next” di Netflix, in cui sono state presentate le novità di produzione italiana in arrivo nel 2026, Fabrizio Corona non ha ricevuto alcun compenso dalla piattaforma streaming per la realizzazione della docuserie Io sono notizia, disponibile dal 9 gennaio e già tra i prodotti più divisivi dell’anno. L’ufficio stampa di Netflix ci ha detto: “Non paghiamo le interviste, non abbiamo dato un euro a Corona come non lo avevamo dato a Wanna Marchi o a nessun’altro”.
Lo show mette al centro la controversa figura di Fabrizio Corona, ripercorrendone l’ascesa mediatica, le cadute giudiziarie e il rapporto conflittuale con stampa, potere e opinione pubblica. Il racconto alterna materiali d’archivio, testimonianze e momenti di forte auto-narrazione, costruendo un ritratto che ha spaccato in due i pareri di pubblico e critica: da una parte chi lo legge come un’interessante analisi del personaggio e del contesto sociale in cui è emerso, dall’altra, chi lo vede solo come ulteriore amplificazione del suo mito mediatico.
Proprio attorno alla produzione si sono concentrate numerose polemiche, in particolare legate al finanziamento dell’opera e all’opportunità di dedicare una serie a una figura così opaca. In questo contesto, l’informazione raccolta da Best Movie chiarisce la questione: Netflix non avrebbe riconosciuto alcun compenso a Corona.
Quel che è certo è che Io sono notizia, proprio come la sopracitata serie sulla “regina delle televendite”, continua a essere uno dei casi mediatici più discussi del panorama streaming italiano recente, andando a riaccendere il dibattito non solo su Fabrizio Corona, ma anche sui confini tra documentario e spettacolarizzazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA