Se amate Alien dovete recuperare la serie sci-fi Exception su Netflix
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Dimenticate Alien: questa inquietante serie sci-fi Netflix merita di essere recuperata

Un viaggio nello spazio tra mostri, paranoia e domande esistenziali che trasformano questa miniserie animata in uno degli horror sci-fi più sottovalutati del catalogo

Dimenticate Alien: questa inquietante serie sci-fi Netflix merita di essere recuperata

Un viaggio nello spazio tra mostri, paranoia e domande esistenziali che trasformano questa miniserie animata in uno degli horror sci-fi più sottovalutati del catalogo

Tra corridoi metallici immersi nel silenzio, creature mostruose e astronauti intrappolati nello spazio profondo, Alien continua ancora oggi a rappresentare il modello definitivo dello sci-fi horror. Tuttavia, tra le fila del catalogo Netflix si nasconde una serie animata che, pur essendo passata quasi inosservata, riesce a trasformare quelle stesse atmosfere claustrofobiche in qualcosa di ancora più destabilizzante. Oltre al terrore della sopravvivenza, infatti, mette continuamente in discussione l’identità stessa dei suoi protagonisti e il significato di essere umani.

Si tratta di Exception, miniserie anime horror sci-fi composta da otto episodi da circa mezz’ora ciascuno. Una durata relativamente breve che però riesce a costruire un’esperienza sorprendentemente intensa, cupa e ricca di tensione psicologica.

La premessa iniziale sembra richiamare molti classici della fantascienza horror: un gruppo di astronauti viene inviato nello spazio per terraformare un pianeta e renderlo abitabile per l’umanità, ormai costretta a cercare nuove possibilità di sopravvivenza lontano dalla Terra. I protagonisti della missione sono Nina, Patty, Oscar, Mack e Lewis, ma c’è un dettaglio fondamentale che rende immediatamente la situazione molto più inquietante del previsto: nessuno di loro è davvero umano nel senso tradizionale del termine.

L’equipaggio è infatti composto da copie biologiche stampate in 3D attraverso una tecnologia chiamata Womb, mentre gli esseri umani originali restano in criosonno a bordo di un’altra navicella. Queste “copie” conservano gli stessi ricordi, emozioni e personalità degli originali, ma esistono soltanto per portare avanti la missione.

Tutto cambia quando un’eruzione solare compromette il processo di stampa di Lewis: l’uomo emerge dalla macchina trasformato in una creatura ibrida terrificante, metà essere umano e metà mostro. Da quel momento, la navicella si trasforma in una prigione soffocante dove paranoia, sospetti e paura iniziano rapidamente a divorare il gruppo.

Dove però Exception si distingue maggiormente è il modo in cui utilizza il survival horror per affrontare temi molto più profondi rispetto alla semplice lotta contro una creatura assassina. La serie si pone infatti continuamente domande sulla coscienza, sull’identità e sul valore della vita; se una copia possiede gli stessi ricordi, le stesse emozioni e gli stessi desideri dell’originale, può davvero essere considerata meno “umana”? E se l’umanità dipendesse soltanto dalla memoria o dalla percezione di sé, allora dove si traccia il confine tra uomo e artificiale? Sono interrogativi che rimangono costantemente sullo sfondo della storia e che finiscono per rendere ogni morte, ogni scelta e ogni conflitto ancora più disturbanti.

Anche dal punto di vista visivo, Exception costruisce un’identità molto particolare. L’animazione 3D potrebbe inizialmente spiazzare alcuni spettatori, soprattutto per il suo stile volutamente rigido e artificiale; tuttavia, col passare degli episodi, questa scelta estetica diventa parte integrante dell’atmosfera della serie. I volti quasi innaturali dei personaggi, i movimenti leggermente meccanici e gli ambienti asettici della navicella vanno ad aumentare infatti quella costante sensazione di disagio e alienazione.

La struttura narrativa della serie cambia inoltre continuamente ritmo e tono: parte come un horror di sopravvivenza nello spazio, si trasforma poi in un thriller paranoico pieno di sospetti e tradimenti, per diventare infine una riflessione sempre più cupa sulla natura umana e sul desiderio di sopravvivere a qualunque costo.

Sono anche i personaggi ad arricchire questo clima di tensione: in particolare, Nina rappresenta spesso la razionalità e il tentativo di trovare una soluzione etica agli eventi sempre più estremi che coinvolgono l’equipaggio, mentre Oscar emerge come una figura profondamente emotiva e leale. Man mano che i segreti vengono a galla e le vere motivazioni dei personaggi iniziano a emergere, la serie accelera continuamente, costruendo colpi di scena sempre più inquietanti.

Pur essendo rimasta lontana dalla popolarità di altri titoli sci-fi presenti su Netflix, Exception è uno di quei prodotti che meritano decisamente una seconda possibilità. Non soltanto perché riesce a costruire suspense e tensione con grande efficacia, ma soprattutto perché utilizza il genere horror per parlare di qualcosa di molto più universale e disturbante: la paura di perdere ciò che ci rende umani.

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