Il nuovo reboot di Resident Evil è uno dei progetti più attesi dai fan dell’horror, ma potrebbe rivelarsi molto diverso da quanto ci si aspetta. A confermarlo è direttamente il regista Zach Cregger, che ha già messo le mani avanti su quello che sarà un film destinato, nel bene o nel male, a far discutere.
Ambientato nel 1998, il reboot seguirà la storia di Brian, un corriere medico che si ritrova intrappolato in un ospedale isolato mentre un’epidemia letale inizia a diffondersi a Raccoon City. Una premessa più contenuta e “terrena” rispetto alle precedenti incarnazioni cinematografiche, che spesso puntavano su un’azione spettacolare e su una narrazione più ampia. Qui, invece, l’idea è quella di tornare a un horror più intimo e claustrofobico, dove la tensione nasce dagli spazi chiusi e dalla sensazione costante di pericolo.
La scelta più sorprendente riguarda però i personaggi. Il film non includerà volti iconici della saga videoludica come Leon Kennedy o Chris Redfield, ma introdurrà un cast completamente nuovo. Una decisione che potrebbe spiazzare molti fan, soprattutto considerando quanto questi personaggi siano centrali nell’immaginario della serie e quanto le precedenti trasposizioni abbiano spesso fatto leva proprio sulla loro popolarità.
Cregger ha spiegato di voler costruire una storia originale, pur restando fedele allo spirito e alla tensione dei videogiochi. L’obiettivo non è quello di adattare direttamente una trama già nota, ma di catturare quell’atmosfera fatta di paura, isolamento e mistero che ha reso Resident Evil uno dei franchise horror più influenti di sempre.
Il regista, però, è perfettamente consapevole dei rischi. In un’intervista recente ha ammesso di aspettarsi reazioni anche molto negative da parte dei fan, arrivando a dire che alcuni potrebbero “crocifiggerlo” per le scelte fatte. Una dichiarazione che riflette bene la difficoltà di confrontarsi con un pubblico così affezionato, dove ogni cambiamento viene inevitabilmente messo sotto la lente d’ingrandimento.
Cregger ha anche sottolineato quanto sia complesso lavorare su un adattamento di questo tipo. Da appassionato lui stesso, conosce bene la frustrazione che nasce quando un’opera amata viene trasposta sullo schermo senza riuscire a coglierne l’essenza. Proprio per questo, il suo approccio sembra voler evitare sia il semplice fan service sia una rottura troppo netta con il materiale originale.
A rendere il progetto ancora più interessante è il momento in cui arriva. Negli ultimi anni, infatti, Resident Evil ha continuato a evolversi anche nel mondo dei videogiochi, con nuovi capitoli capaci di rilanciare la saga e riportarla al centro dell’attenzione. Il reboot cinematografico si inserisce quindi in un contesto in cui le aspettative sono particolarmente alte.
La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione e fedeltà, tra il bisogno di raccontare qualcosa di nuovo e la necessità di rispettare un immaginario già consolidato. Un compito tutt’altro che semplice, soprattutto per un franchise che ha segnato intere generazioni di giocatori.
Una cosa però è certa: questo nuovo Resident Evil non sarà un’operazione nostalgica né una semplice riproposizione del passato. Sarà, piuttosto, un tentativo di ripensare la saga da capo, con tutte le incognite che questo comporta.
E proprio per questo, nel bene o nel male, è destinato a far parlare di sé.
Fonte: New York Times
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