Il più grande fan italiano del Signore degli Anelli ha coronato il suo sogno [VIDEO]
whatsapp

Il più grande fan italiano del Signore degli Anelli ha coronato il suo sogno [VIDEO]

Il momento, molto commovente, è diventato virale. La sua storia è raccontata anche in un nuovo documentario dal titolo La mia anima ha fretta

Il più grande fan italiano del Signore degli Anelli ha coronato il suo sogno [VIDEO]

Il momento, molto commovente, è diventato virale. La sua storia è raccontata anche in un nuovo documentario dal titolo La mia anima ha fretta

nicholas gentile in la mia anima ha fretta

Da anni, in Italia, la storia della Contea Gentile circola come una di quelle avventure che sembrano nate per essere raccontate attorno a un fuoco, magari con una pinta in mano e lo sguardo rivolto a una collina. Nel cuore dell’Abruzzo, a Bucchianico, in provincia di Chieti, Nicolas Gentile ha trasformato un terreno acquistato nel 2018 in un villaggio ispirato alla Terra di Mezzo, dando forma concreta a un sogno da fan de Il Signore degli Anelli. Un progetto che nel tempo ha attirato curiosità, visitatori d’eccezione come Elijah Wood, sostenitori e appassionati da tutta Italia, anche grazie a imprese diventate ormai parte della sua leggenda personale: tra queste, il viaggio a piedi verso il Vesuvio per gettare un anello nel vulcano, come una versione abruzzese e appassionata della missione di Frodo. Ora, però, a questa storia si è aggiunto un nuovo capitolo: Nicolas Gentile è arrivato fino a Cannes per incontrare Peter Jackson.

L’incontro con Peter Jackson a Cannes

Il regista della trilogia de Il Signore degli Anelli è stato protagonista di una masterclass al Festival di Cannes e, tra il pubblico, c’era anche lui: Nicolas Gentile, vestito da Hobbit, pronto a compiere quella che sui social aveva già annunciato come una nuova avventura. L’11 maggio 2026 aveva scritto di essere partito per un viaggio nella speranza di incontrare «una delle persone che ha cambiato la mia vita», consapevole che sarebbe stato difficilissimo riuscire a parlargli e raccontargli della Contea, di quello che lui e la sua comunità hanno costruito negli anni. Due giorni dopo, il 13 maggio, il sogno si è avverato: «Ho parlato a Peter Jackson!», ha scritto Nicolas, raccontando di essere partito «senza speranza, senza organizzarmi, senza biglietti» pur di ringraziare il regista a nome di tutti quelli che, grazie ai suoi film, hanno conosciuto la Terra di Mezzo, se ne sono innamorati e continuano a portarla nel cuore.

Sui social, Gentile ha raccontato così quel momento: «Fino all’ultimo non sapevo se avrei avuto successo ma coincidenze, amici inaspettati e grandi, grandissime BOTTE DI C**O hanno fatto in modo che mi trovassi vicino a lui e potergli finalmente parlargli dopo 25 anni che volevo ringraziarlo! Che dire… é stata un’avventura meravigliosa e ringrazio tutti voi per avermi sostenuto e spronato fino alla fine! Le avventure alla Contea Gentile non finiscono mai». Il momento è diventato rapidamente virale, anche perché davanti a Jackson, Nicolas ha potuto esprimere quella gratitudine che, come ha raccontato poi all’Adnkronos, aspettava di condividere da venticinque anni.

«Dopo la leucemia, ho trasformato un angolo d’Abruzzo in un villaggio ispirato alla Terra di Mezzo», ha dichiarato Gentile all’Adnkronos, spiegando ancora una volta il senso più profondo della sua impresa. Pasticcere e geologo, ha costruito la Contea Gentile come un luogo fatto di case scavate nella collina, boschi, caravan dei nani, feste, comunità e immaginazione condivisa. Ma soprattutto come una risposta concreta a una domanda radicale: cosa fare del tempo che ci viene concesso?

È proprio citando Gandalf che Nicolas ha raccontato la spinta più intima dietro il suo progetto: «Tutto ciò che possiamo decidere è cosa fare con il tempo che ci viene concesso». Dopo la malattia, quella frase è diventata per lui qualcosa di più di una battuta cinematografica o letteraria: una direzione di vita. «Io ho scelto di essere felice così. Magari un po’ matto, ma meraviglioso. E sta ispirando tante persone», ha spiegato. E in effetti la Contea Gentile, negli anni, è diventata molto più di una curiosità per fan di Tolkien: è un luogo fisico e simbolico, una comunità costruita intorno alla semplicità, alla fantasia e al bisogno di ritrovare un rapporto più umano con il tempo, il lavoro, la natura e gli altri.

La sua storia è raccontata in La mia anima ha fretta

Questa storia è già stata raccontata in diversi lavori e documentari, tra cui Bentornato a casa – La Contea Gentile, disponibile su Prime Video. Ma l’ultimo capitolo audiovisivo dedicato a Nicolas Gentile ha un taglio diverso e arriva con un titolo che dice già molto: La mia anima ha fretta. Diretto da Giuseppe Contarino, scritto da Contarino insieme a Guido Fiandra, con la fotografia di Vin Faro, le musiche originali dei Blindur e la produzione di FA Productions, il documentario è attualmente in distribuzione nei festival e sceglie di non limitarsi al racconto più curioso o folkloristico del progetto. Non è soltanto la storia di un uomo che vive come un Hobbit, né il semplice ritratto di un fan che ha trasformato Tolkien in un progetto abitativo e comunitario. È, piuttosto, un film sull’anima della Contea Gentile.

La scelta più interessante del documentario è quella di tenere Nicolas in qualche modo sullo sfondo, lasciando che siano gli altri a raccontarlo: la famiglia, gli amici, i collaboratori, le persone che ogni anno raggiungono quel pezzo d’Abruzzo per partecipare a una festa, costruire, condividere, sporcarsi le mani, sentirsi parte di qualcosa. Il suo cuore, però, troneggia su tutto. La mia anima ha fretta non cerca l’epica dell’impresa, ma il respiro più profondo di ciò che l’ha generata: la paura, la gratitudine, la fragilità, la necessità di non rimandare più la vita. Come ha spiegato lo stesso Contarino, «Non ero interessato a raccontare una storia di superamento. Mi interessava stare dentro l’incertezza». Ed è proprio lì che il film trova la sua forza: non nel celebrare Nicolas come un personaggio leggendario, ma nel mostrare come un sogno apparentemente bizzarro possa diventare un modo concreto per cambiare la propria esistenza e, forse, anche quella degli altri.

Il risultato è un racconto commovente, intenso, pieno di fango e luce, di fatica e meraviglia. Un toccasana in un tempo in cui tutto sembra correre troppo in fretta, mentre Nicolas Gentile continua a ricordarci che la fantasia non serve a fuggire dal mondo, ma a provare a renderlo più abitabile. Dopo aver visto La mia anima ha fretta, attualmente in circolazione nei festival, viene davvero voglia di prendere uno zaino, partire per l’Abruzzo e andare ad aiutare questo Hobbit gentile a costruire la sua Contea.

Il trailer del documentario

© RIPRODUZIONE RISERVATA