Ricky Tognazzi presenta al Festival di Roma il suo ultimo film, Il Padre e Lo Straniero, in uscita a febbraio 2011. Tratto da un romanzo di Giancarlo De Cataldo, il film parla dell’amicizia che nasce tra Diego (Alessandro Gassman) e Walid (Amr Waked), due padri accomunati dalla malattia dei figli, un dolore che li avvicina magneticamente e che consente a Diego di trovare il modo di rapportarsi con il proprio dramma e ricucire il rapporto con la moglie (interpretata da Ksenia Rappoport). Ma Walid sembra implicato in affari internazionali poco chiari e Diego, spinto dalla lealtà verso l’amico, si lascia coinvolgere fino a rischiare la propria vita. La storia di un’insolita amicizia virile che si trasforma in giallo: Best Movie ha incontrato il regista Ricky Tognazzi ed i due protagonisti Alessandro Gassman e Amr Waked.

Alessandro, Parlaci del rapporto con tuo  padre, ti è servito per questo ruolo? E da padre, come lo hai vissuto?

Alessandro Gassman: « Il rapporto con mio padre ha poco a che fare con questo ruolo, mi è servito nella vita per scegliere questo mestiere che ho imparato ad amare,  grazie anche alla sua straordinaria produzione. Essere padre invece è stato molto importante. Ho un figlio sano ed intelligente, per me ed Amr questa è stata un’esperienza formativa. Abbiamo lavorato con bimbi sani e disabili. La bambina disabile che fa Yusef aveva una madre fortissima, che per noi è stata un esempio importante ed una vera e propria luce.  Assomiglio molto a Diego, sono sicuro che avrei avuto quel disagio, se mi fossi trovato in quella situazione e probabilmente non ne sarei uscito senza un incontro come quello che Diego ha con Walid.»

C’è un altro figlio d’arte nel film,  Emanuele Salce. Come è lavorare con lui?

Alessandro Gassman: « Sono cresciuto con lui, il suo piccolo ruolo mi ha fatto piacere perché ci ha permesso di tornare a lavorare insieme. Di lui apprezzo l’umorismo sagace che ricorda suo padre. E’ come un fratello per me».

Vi siete confrontati con genitori di disabili?

Amr Waked: « Nella mia famiglia c’è una persona con esigenze particolari. Da piccolo mi colpì, lo sentivo distante. Leggendo lo script ho sentito di dover tornare sui quei ricordi. Da piccolo la diversità ti spaventa, non capisci come la madre faccia a vivere in quel modo così naturale. Essendo padre ora, capisco l’amore istintivo, che non dipende dalla salute del neonato, anzi:  più c’è bisogno di attenzioni speciali, più si sente l’attaccamento al bambino. E’ quello che ho sentito quando ho visto la madre della bambina disabile. I padri sono più inclini ad essere fieri dei propri figli, le madri hanno un rapporto più speciale, incondizionato. Walid trova in Diego la persona a cui può mostrare il figlio con orgoglio».

Ricky Tognazzi, il tema dell’amicizia ricorre nei suoi film. Quanto è importante per lei?

Ricky Tognazzi: «E’ un sentimento puro, non egoista. Sarà che sono stato sei anni in collegio,  e sono stato bene, non l’ho vissuto come un carcere… mi manca un film sl carcere, in effetti… gli uomini preferiscono gli uomini anche se sposano le donne.  Anche alle feste cerchi un amico, prevalentemente, per fare due chiacchiere in un angolo. Sento più affetto per gli uomini. E’ la prima volta però che racconto un’amicizia adulta, le altre (La Scorta, Canone Inverso) erano storie di crescita da ragazzi a uomini, magari attraverso l’incontro con una figura paterna. Qui abbiamo due uomini maturi e padri, uniti da un dolore comune, che si riconoscono, è un incontro fatale per entrambi.  E’ fatale per Diego perché riuscirà ad essere padre di suo figlio e di nuovo un marito. Fatale per Walid perché potrà rinascere, ma non dico altro per non rovinare la parte “gialla” della trama».

C’è poco spazio per le tipiche battute di alleggerimento, soprattutto nella seconda parte, una cosa in cui il cinema italiano invece si rifugia spesso. E’ così?

Alessandro Gassman: « Era una necessità che io sentivo molto, quella di rendere più goffo il mio personaggio, dato che il mio fisico non è proprio quello dell’uomo della porta accanto, volevo umanizzarlo. Ma aveva ragione Ricky, bastava credere nel personaggio per renderlo vero».

Ricky Tognazzi: «E’ difficile trovare l’equilibrio tra commedia e dramma, è un’abilità che hanno in pochi, ma la vita è così, anche nei momenti peggiori si può ridere, è bello quando succede. C’erano molte più battute durante la lavorazione, molte sono state escluse dal montaggio, alcune recuperate in seguito. E’ una questione di bilanciare i vari aspetti».

Ecco la foto del cast sul red carpet: da sinistra a destra Amr Waked, Giancarlo de Cataldo, Simona Izzo (che ha collaborato alla sceneggiatura), Graziano Diana (sceneggiatore),  Ksenia Rappoport, Alessandro Gassman e Ricky Tognazzi. (foto Guido Villa)

Il Padre e Lo Straniero

Nella foto, Alessandro Gassman (foto Guido Villa)

Il Padre e Lo Straniero

Nella foto, Ricky Tognazzi (foto Guido Villa)

Il Padre e Lo Straniero

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