Julianne Moore, che nel pomeriggio di ieri aveva commentato la battuta di Berlusconi sui gay, ha ritirato il Marc’Aurelio alla carriera poco prima della proiezione di The Kids Are All Right di Lisa Cholodenko, al Festival di Roma. L’attrice ha dedicato giustamente il premio al cast del suo ultimo film: Annette Bening, Mia Wasikowska e, soprattutto, uno straordinario Mark Ruffalo sono il valore aggiunto di un film che racconta in maniera estremamente brillante la crisi di una famiglia contemporanea molto poco convenzionale. La vita abitudinaria di una coppia omosessuale (Bening e Moore) viene sconvolta quando i due figli trovano il donatore dello sperma (Ruffalo) grazie al quale sono stati concepiti, uno da una madre, uno dall’altra. L’impatto dell’uomo sugli equilibri della famiglia è immediato. Ci sono cambiamenti che avvengono lentamente e sono endemici in ogni famiglia: due coniugi che si allontanano, i figli che crescono e vanno al college. Ci sono poi alcuni cambiamenti che si innescano con una scintilla esterna e deflagrano drammaticamente. The Kids Are All Right racconta entrambi: la polvere nascosta per anni sotto al tappeto viene tirata fuori all’improvviso quando il personaggio di Mark Ruffalo entra in scena e si intromette negli equilibri familiari.

Si ride spesso, in fase di sceneggiatura si è privilegiato decisamente l’immediatezza delle battute alla loro raffinatezza, ma il risultato è ottimo. C’è forse poco approfondimento psicologico e poca voglia di rischiare quello che il concept offrirebbe; i personaggi sono un po’ stereotipati: Annette Bening è il capofamiglia rigido, Julianne Moore la svagata pseudo-hippie, Mark Ruffalo il seduttore inarrestabile in crisi di mezza età. Tutto sommato, il mix riesce perfettamente, ma la storia si conclude in maniera piuttosto banale rispetto alle premesse, anche se va detto che l’ingresso al college di un figlio è per gli americani un momento emotivamente forte per una famiglia e per noi è più difficile capirne l’importanza.

La variazione sul tema della crisi di coppia funziona, grazie soprattutto alle prove d’attore dei protagonisti, e l’elemento del “donatore” che torna in famiglia e reclama – inconsciamente-  il posto di capobranco – scontrandosi con quello “in carica “- è un tocco di originalità alla trama. The Kids Are All Right è un buon film, una commedia amara sulla vita, sugli sbagli, sulla difficoltà di essere una famiglia unita, anche se un po’ diversa.

Sotto, il trailer del film:

Nelle foto, Julianne Moore sul red carpet (foto Guido Villa):

Julianne Moore

Julianne Moore


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