Il regista tedesco Chris Kraus, dopo il successo di Quattro minuti (film del 2006 già vincitore di molteplici premi, tra cui quello per il miglior film a Shanghai e il Premio del pubblico all’Hamptons International Film Festival e a San Francisco) scrive e dirige magistralmente The Poll Diaries, un film che evoca l’atmosfera di declino di una società il cui destino è ormai segnato, al crocevia di due imperi, quello tedesco e quello russo, nei primi anni del XX secolo.

Sullo sfondo egli inserisce un’intensa “storia d’amore”, vista con gli occhi della piccola protagonista, che deve districarsi tra le lotte di classe e di popoli.

The Poll Diaries è liberamente ispirato alle memorie della scrittrice tedesca del Baltico Oda Schaefer (1900 – 1988), in cui l’autrice descrive una visita nella proprietà di famiglia in Estonia poco prima dello scoppio della Prima guerra mondiale.

«Nel mio lavoro», dichiara il regista, «mi concentro sempre su un punto in particolare: il modo in cui l’individuo può trovare se stesso combattendo contro il proprio destino e contro l’ambiente sociale da cui proviene. Nel caso di The Poll Diaries è Oda Schaefer a compiere questa ricerca. È sempre stata un modello per me, anche se resta una figura enigmatica».

La quattordicenne Oda von Siering torna alla sua casa natale sul Mar Baltico, la tenuta Poll, siamo alla vigilia della Prima guerra mondiale e, in questa zona, convivono, in un equilibrio molto delicato, tedeschi, russi ed estoni. Nella tenuta, ad aspettarla ci sono: il padre Ebbo, scienziato con una ossessiva passione per gli studi sul cervello, la zia Milla, che scappa dalla realtà rifugiandosi nella musica e altri membri della famiglia aristocratica. Oda si troverà coinvolta in un qualcosa che le cambierà la vita perché nella proprietà di famiglia si prenderà cura di un anarchico estone rimasto ferito. La ragazza dovrà nasconderlo, consapevole che il suo gesto potrebbe causare una spaventosa reazione a catena di violenze. Ma a complicare il tutto ci si metterà l’amore che la ragazza scoprirà di provare per l’uomo, tanto da essere disposta a tutto per scappare con lui ed ottenere la propria libertà.

La realtà raccontata nel film è molto complessa, fatta da equilibri instabili e di situazioni sul filo del rasoio. La piccola Oda sembra essere a proprio agio nei momenti in cui si ritrova sola con se stessa e poi quando incontrerà Schnaps, in cui riconoscerà l’unica via di salvezza e l’unico modo di tornare a sorridere. Kraus indugia sui dettagli e sugli sguardi, i dialoghi sono essenziali, la scenografia decadente, la tenuta Poll sembra essere la perfetta incarnazione dell’instabilità e della decadenza, è una villa fatiscente costruita come una palafitta sul mare che sembra cadere a pezzi.

Il film sembra aver riscosso una larga approvazione sia da parte del pubblico che della critica; acclamata soprattutto l’intensa interpretazione della giovane Paula Beer, nel ruolo della protagonista. Ottime interpretazioni da parte di tutto il cast, tra i quali si fa notare  particolarmente Edgar Selge (Ebbo), tra gli altri interpreti troviamo anche Tambet Tuisk, Jeanette Hain, Richy Müller e Enno Trebs.

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Sotto, il trailer di The Poll Diaries:

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