È un cast variegato quello che ci si para davanti agli occhi. C’è la diva Valeria Golino, il rassicurante Luca “Montalbano” Zingaretti, l’insofferente Libero De Rienzo, la prima della classe Cristiana Capotondi, l’impegnato Fabrizio Gifuni e il piccolo Luigi Capitani al suo esordio. Ivan Cotroneo li ha messi insieme per il suo esordio alla regia, La kryptonite nella borsa presentato in concorso al Festival di Roma e accolto come una piacevole sorpresa. Il film che si rifà a un immaginario pop, soprattutto nelle scelte visive visonarie e surreali, è ambientato nella Napoli degli anni ’70, mescolando sapientemente il folklore partenopeo a un certo gusto indie della commedia Usa alla Wes Anderson.
Best Movie ha incontrato il cast presso lo Spazio Lancia. Ecco la cronaca dell’incontro.

Alla domanda su quale fosse per ognuno degli attori la propria kryptonite la Golino ha risposto che ha paura che coloro che ama le facciano del male, di contro Cotroneo ha detto di aver paura di far male a quelli che ama, mentre la Capotondi teme di sprecare la propria vita, Zingaretti sente di dimenticare le cose belle che gli sono avvenute, mentre De Rienzo non sopporta l’omologazione. Per ora il piccolo Luigi, alias Peppino, pare non abbia paura di nulla.
Sul look 70s del film, ricostruito con grande cura di dettagli, la Golino ha raccontato: «Mettere quei vestiti a quadretti, a fiorellini, a rombi, tutti mescolati insieme è stato davvero divertente e ha creato quell’armonia psichedelica che serviva al film». Zingaretti ha ironizzato, dicendo: «Sicuramente quei vestiti  saranno stati utili al film, ma non so quanto siano stati utili alla mia carriera futura. Col fisico che mi ritrovo, mettere quei dolcevita che mi rendevano più tozzo del solito non era valorizzante». Anche De Rienzo ne ha sottolineato gli aspetti sgradevoli: «Gli abiti erano meravigliosi, ma scomodi. Puzzavano di naftalina e pungevano, perché fatti di materie sintetiche ricavate da fibre come i copertoni, per non parlare degli stivali di legno…».
Cotroneo ha poi ribadito l’importanza per lui dello sguardo sulla donna di allora, ancora incatenata alle logiche della famiglia tradizionale. Ma soprattutto sull’unicità e la diversità. «La scena del dialogo sul tetto tra Peppino e Gennaro è quella a cui è affidata la lezione fondamentale del film. Ovvero a quell’accettazione serena della diversità, che si raggiunge maturando. La ricerca della felicità costa fatica e si nutre di speranza». Cotroneo ha ancora sottolineato come ci tenesse a raccontare una Napoli diversa da quella della spazzatura, ma quella della sua infanzia, colorata e spensierata, dove lui ha vissuto un’infanzia felice, più modesta, ma più vera e meno legata allo status symbol. «Volevo che la realtà fosse raccontata attraverso gli occhi di un bambino, come nell’Isola di Arturo, perché non volevo fare un ritratto nostalgico, ma dal punto di vista di chi sta davvero vivendo quel momento storico in un’età in cui si è ancora innocenti».
Riguardo ai ritratti umani che emergono dal film, la Golino ha sottolineato: «Questi personaggi lottano per quello che desiderano. Il mio lotta per restare col marito e non lo abbandona alla prima difficoltà».
Quanto ai loro prossimi progetti, l’attrice ha parlato del suo nuovo film da regista, che si chiamerà Vi perdono e del suo futuro impegno con Maria Sole Tognazzi da una sceneggiatura di Cotroneo. Zingaretti e la Capotondi hanno invece scaramanticamente rimandato qualsiasi annuncio. De Rienzo ha detto che vorrebbe proseguire a lavorare con la famiglia cinematografica che si è creata attorno a questo film, mentre Gifuni continuerà coi suoi impegni a teatro: Il piccolo principe e L’ingegner Gadda va alla guerra, mentre al cinema arriverà col nuovo film di Marco Tullio Giordana, Romanzo di una strage.
(Foto: Kikapress)

Foto di famiglia: il cast de La kryptonite nella borsa

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Valeria Golino, Luca Zingaretti e il piccolo Luigi Capitani

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