Ancora una storia di “gomorra” per il cinema italiano. è dedicato infatti a Giancarlo Siani (nella foto a destra), giornalista ucciso dalla camorra a soli 26 anni il 23 settembre del 1985, il film che sta girando in queste settimane Marco Risi. «Fortapasc è un progetto sofferto», confessa il regista, su «un ragazzo semplice, che amava la vita», un uomo che cercava solo di fare il suo lavoro, ma che “disturbava” i traffici dei clan del napoletano: in particolare quelli di Valentino Gionta, venditore ambulante di pesce che gestiva lo smercio di droga a Torre Annunziata; e che proprio Siani incastrò con un coraggioso articolo, senza poter contare sull’appoggio di «magistrati pavidi, politici corrotti, carabinieri impotenti: era come un giglio nel fango». Un film che non vuole essere un’agiografia del giovane giornalista, sceneggiato con toni asciutti dallo stesso regista insieme ad Andrea Purgatori e Jim Carrington. E che punta su un cast molto variegato: nel ruolo del protagonista c’è Libero De Rienzo (a sinistra, impressionante la somiglianza col vero Siani), e poi Valentina Lodovini ed Ennio Fantastichini, oltre a Salvatore Cantalupo (nella parte di Gionta) e Gianfelice Imparato (il pretore), due volti rubati proprio a Gomorra.

Ma.Ca.

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