Con l’annuncio ufficiale del reboot televisivo di Harry Potter targato HBO, i fan della saga si aspettano una trasposizione molto più fedele ai romanzi di J.K. Rowling rispetto alla celebre saga cinematografica. L’obiettivo dichiarato è proprio quello: dedicare più tempo e spazio a personaggi, sottotrame e dettagli che nei film sono stati sacrificati per ragioni di durata o ritmo narrativo. In quest’ottica, c’è un elemento in particolare che la nuova serie non può permettersi di ignorare: la fondazione della Società per la Promozione del Benessere degli Elfi Domestici, meglio conosciuta come S.P.E.W., creata da Hermione Granger.
Introdotta nel quarto libro, Harry Potter e il Calice di Fuoco, questa storyline è completamente assente nel film, ma è fondamentale per comprendere la crescita morale e politica di Hermione. Dopo aver assistito al maltrattamento dell’elfa domestica Winky durante la Coppa del Mondo di Quidditch, Hermione prende coscienza della condizione servile degli elfi nel Mondo Magico. Scopre infatti che questi esseri, legati ai loro padroni da una magia antica, possono essere liberati solo se ricevono un indumento, una libertà che molti di loro non desiderano affatto.
Spinta da ideali di giustizia e parità, Hermione fonda la S.P.E.W. con l’obiettivo di difendere i diritti degli elfi domestici, troppo spesso ignorati anche dai maghi “buoni”. Nonostante le buone intenzioni, però, il suo impegno viene accolto con indifferenza, se non con scherno, dai suoi stessi amici. Ron, in particolare, la prende in giro inventando una società rivale dal nome grottesco: la S.P.U.G., “Società per la Protezione dei Goblin Brutti”. Gli elfi stessi, paradossalmente, si oppongono all’idea di essere liberati: molti, come Winky, vivono la libertà come una vergogna, mentre altri, come Dobby, sono eccezioni.
Questo arco narrativo mostra il lato più idealista ma anche più impulsivo di Hermione: una giovane strega mossa da nobili principi, ma incapace inizialmente di capire che aiutare qualcuno significa anche ascoltarlo. Il risultato è una campagna fallimentare, che la mette in contrasto non solo con gli altri personaggi, ma anche con la cultura stessa che vuole cambiare. Eppure, la S.P.E.W. è cruciale per comprendere come Hermione maturi nel corso della saga. Col tempo, impara a rispettare le scelte degli elfi e, dopo la fine della guerra, continua a battersi per loro. Secondo la continuità ufficiale, diventerà Ministra della Magia nel 2019 e porterà avanti riforme significative proprio in difesa delle creature magiche.
Omettere questa storyline sarebbe un’occasione persa per la nuova serie su Harry Potter. Non solo per rendere giustizia a un personaggio complesso come Hermione, ma anche per dare spazio a una riflessione sul potere, l’attivismo e l’empatia. È una trama quasi scontata, considerando i tempi che corrono in cui i diritti e le disuguaglianze sono temi centrali nel dibattito pubblico, tanto da rendere la S.P.E.W. è più attuale che mai.
Leggi anche: Harry Potter, tutti i fan stanno dicendo la stessa cosa sul nuovo cast. E per una volta non sono (solo) insulti!
© RIPRODUZIONE RISERVATA