House of the Dragon ha sempre mostrato senza esitazioni il lato più oscuro e inquietante di Westeros. Tuttavia, il quinto episodio della terza stagione porta questa caratteristica ancora più lontano, riportando alla luce una storia tanto sanguinosa quanto terrificante, rimasta finora soltanto sullo sfondo dell’universo di Game of Thrones.
L’episodio, intitolato Unbowed and Unbent, torna infatti a concentrarsi su Harrenhal, il castello che nel corso della serie prequel ha assunto un ruolo sempre più importante. Dopo aver ospitato Daemon Targaryen e le sue inquietanti visioni, la fortezza è diventata il rifugio di Aemond, costretto a nascondersi mentre Rhaenyra tenta di eliminarlo.
Quando alcuni uomini armati raggiungono il castello con l’intenzione di ucciderlo, Alys Rivers riesce a metterli in fuga facendo leva sulla sinistra reputazione del luogo. Le sue parole, però, non rappresentano soltanto un’abile strategia per intimorire gli intrusi: richiamano direttamente le origini sanguinose di Harrenhal e la leggenda della maledizione che sembrerebbe perseguitare chiunque vi abiti.
Attenzione, da questo momento seguono spoiler sul quinto episodio della terza stagione.
Harrenhal fu costruito per volere di Harren il Nero, che desiderava realizzare una fortezza più grande e imponente di qualsiasi altro castello dei Sette Regni. Quello che avrebbe dovuto essere il simbolo definitivo del suo potere si trasformò però in un’opera segnata fin dall’inizio dalla sofferenza e dalla morte.
La costruzione durò circa quarant’anni e, secondo quanto raccontato da Alys, costò la vita a migliaia di prigionieri, costretti a lavorare in condizioni disumane. Una delle leggende più macabre sostiene persino che Harren abbia ordinato di mescolare sangue umano alla malta utilizzata per innalzare le mura, rendendo il castello una struttura letteralmente edificata sul sacrificio degli uomini.
Ma le atrocità legate alla sua costruzione non sarebbero l’unica ragione dietro la fama sinistra di Harrenhal. Harren il Nero avrebbe infatti fatto abbattere un antico bosco di alberi-diga, sacri alla Vecchia Religione, per utilizzarne il legno nella fortezza. Una profanazione che, secondo la leggenda, avrebbe scatenato l’ira degli Antichi Dei, condannando il castello e tutti i suoi futuri abitanti.
Il destino di Harrenhal sembrerebbe confermare questa storia. Poco dopo il completamento dei lavori, la fortezza fu distrutta dal fuoco di Balerion durante la Conquista di Aegon. Da quel momento, quasi tutte le casate che ne hanno assunto il controllo sono state colpite da morti violente, tragedie e misteriose estinzioni.
La serie suggerisce quindi che ciò che accade tra le sue mura non possa essere spiegato soltanto attraverso la paura o la superstizione. Già nella prima stagione, Harrenhal era stato il luogo della morte di alcuni membri della famiglia Strong. Nella seconda, Daemon aveva vissuto visioni e allucinazioni sempre più terrificanti, incapace di distinguere ciò che era reale da ciò che sembrava provenire direttamente dal castello.
Ora anche Aemond sembra destinato a subire la stessa influenza, mentre Alys continua a muoversi tra le rovine come se conoscesse perfettamente le forze che vi abitano. La sua presenza rende ancora più evidente il legame tra Harrenhal e una forma di magia antica, oscura e difficile da controllare.
È proprio questo elemento soprannaturale a distinguere il castello mostrato nel prequel da quello apparso nella serie originale. In Game of Thrones, Harrenhal aveva fatto da sfondo ad alcune sequenze memorabili, come il periodo trascorso da Arya Stark al servizio di Tywin Lannister o lo scontro di Brienne contro un orso. La sua storia maledetta, tuttavia, non era mai stata approfondita davvero.
La differenza può essere spiegata anche dal periodo storico in cui sono ambientate le due serie. All’epoca di House of the Dragon, la magia è ancora fortemente presente a Westeros, mentre negli anni della storia di Daenerys e Jon Snow si è quasi completamente spenta, prima di risvegliarsi gradualmente con la nascita dei draghi.
La terza stagione sfrutta così Harrenhal per esplorare uno dei capitoli più oscuri della storia dei Sette Regni. Dopo le nuove rivelazioni sulle sue origini, appare sempre più difficile considerare le sue tragedie come semplici coincidenze: qualcosa sembra davvero abitare tra quelle mura, alimentato dal sangue versato durante la loro costruzione e da una profanazione che gli Antichi Dei potrebbero non aver mai perdonato.
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