Gli appassionati di serie Tv dei primi anni 2000 non possono non ricordare Dark Angel, un’ambiziosa serie che all’epoca sembrava destinata a diventare la “next big thing” del mondo della fantascienza televisiva. Contro ogni previsione, la serie venne cancellata dopo appena due stagioni e 43 episodi prodotti, tuttavia tanto è bastato per rimanere impressa a fuoco nella mente dei fan, i quali ad oggi chiedono sempre più a gran voce un reboot.
Creata da James Cameron insieme a Charles H. Eglee, Dark Angel rimane ad oggi l’unica serie televisiva mai prodotta dalla Cameron/Eglee Productions e segna anche il debutto del celebre filmmaker canadese sul piccolo schermo. Lo show è tuttavia ricordato anche per aver definitivamente lanciato la stella di Jessica Alba, qui nel ruolo di Max Guevara, affermatasi come uno dei personaggi femminili più iconici della fantascienza televisiva dei primi anni Duemila.
Ambientata in una Seattle distopica del 2019 (sic!), Dark Angel immagina un futuro prossimo in cui il governo ha condotto esperimenti segreti su bambini, trasformandoli in super soldati geneticamente potenziati. Una di questi, Max, cresciuta in una struttura militare clandestina, riesce a fuggire insieme ad altri soggetti “transgenici” diventati per lei una sorta di famiglia. Anni dopo, la ritroviamo mentre si impegna a vivere una vita normale, lavorando come corriere e cercando di non attirare attenzioni indesiderate. Ma il passato non smette di darle la caccia, e il rischio di essere catturata di nuovo è costante.
Sotto la superficie di squisitamente fanta-action, Dark Angel non esita ad affrontare temi sorprendentemente maturi come controllo statale, identità, libertà personale ed emancipazione femminile. Temi che rientrano perfettamente nella poetica dello stesso Cameron, il quale in precedenza aveva dato vita ad altre protagoniste femminili forti e complesse, da Sarah Connor a Ellen Ripley. Non è inoltre un caso che, proprio per i temi affrontati, la serie venga spesso accostata ad altri celebri titoli dell’epoca come Buffy l’ammazzavampiri, Xena – Principessa guerriera o Alias.
L’episodio pilota, della durata di ben 86 minuti e con un budget elevatissimo per l’epoca, fu un vero evento televisivo seguito da oltre 17 milioni di spettatori che riuscì ad ottenere un’accoglienza entusiasta da parte di pubblico e critica. Tuttavia, se la prima stagione riuscì a mantenere un’impressionante media di circa 10 milioni di spettatori a episodio, la seconda non ebbe la stessa fortuna. Un cambio di collocazione nel palinsesto dal martedì al venerdì unitamente ad alcune scelte narrative altamente divisive finirono per penalizzare la serie, portandola così alla cancellazione prematura.
Nonostante questo, Dark Angel è riuscita a mantenere il suo spazio nella cultura pop grazie a romanzi e videogiochi, i quali hanno continuato a espanderne l’universo narrativo. Questo ha dimostrato una volta di più come l’interesse del pubblico non sia mai davvero venuto meno, tanto che ad oggi, l’idea di un revival paventata a più riprese sui social non sembra affatto fuori luogo o campata per aria.
In un’epoca in cui la fantascienza televisiva è tornata centrale e le storie guidate da protagoniste femminili sono più rilevanti che mai, Dark Angel è percepita come qualcosa arrivata con troppo anticipo e, probabilmente, è proprio per questo che oggi merita più che mai una seconda occasione.
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