Il Signore degli Anelli, questa decisione di Peter Jackson ha cambiato drasticamente il personaggio di Frodo
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Il Signore degli Anelli, questa decisione di Peter Jackson ha cambiato drasticamente il personaggio di Frodo

Questo cambiamento introdotto nella versione cinematografica ha avuto un forte impatto sul protagonista

Il Signore degli Anelli, questa decisione di Peter Jackson ha cambiato drasticamente il personaggio di Frodo

Questo cambiamento introdotto nella versione cinematografica ha avuto un forte impatto sul protagonista

Frodo e Sam ne Il Signore degli Anelli

A distanza di anni dall’uscita della trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli, nel fandom si discute ancora nelle somiglianze e differenze tra l’opera originale di Tolkien e l’adattamento di Peter Jackson. Alcuni cambiamenti sono stati accolti in maniera positiva, altri invece fanno ancora infuriare il fandom, e altri ancora sono tollerati in quanto “obbligati”, a causa del passaggio da un medium all’altro.

In quest’ultima categoria ricade, ad esempio, la decisione di accelerare la partenza di Frodo dalla Contea nel primo film, Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello. Come ricorderanno i lettori del romanzo originale, infatti, tra l’addio di Bilbo e il ritorno di Gandalf, con conseguente inizio del viaggio degli hobbit verso Gran Burrone, passano ben 17 anni, durante i quali Frodo vive tranquillamente la sua vita senza pensare troppo all’Anello che è in suo possesso. Al contrario, nella versione cinematografica il tempo che intercorre è molto più breve, e Frodo e Sam vengono letteralmente catapultati nella loro avventura senza aver tempo per prepararsi.

Sembrerebbe un cambiamento da poco, ma in realtà questa decisione di Peter Jackson influisce profondamente sia su Frodo che sulle sue relazioni con gli altri personaggi, stabilendo uno status quo iniziale piuttosto differente da quello dei libri. Non solo Tolkien ci informa subito del fatto che per 17 anni il protagonista è riuscito a resistere alla tentazione dell’Anello, ma gli fa iniziare il suo viaggio in maniera assolutamente consapevole. Nonostante sia riluttante a lasciare la Contea, Frodo ha tutto il tempo per comprendere l’importanza della sua missione e per prepararsi a partire, accettando pienamente la responsabilità del suo compito. E lo stesso vale per i suoi compagni, che nel libro decidono deliberatamente di seguirlo, e anzi architettano un piano per mettersi in viaggio al suo fianco. Infine, risulta diverso anche il ruolo di Gandalf: in entrambe le versioni, si allontana per indagare sulla vera natura dell’Anello, ma nei libri impiega ben 17 anni per portare a termine le sue ricerche; una vera e propria prova della sua dedizione e della sua cura nei confronti di Frodo.

Benché la versione originale de Il Signore degli Anelli sviluppi connessioni più profonde tra i personaggi, è ovvio che trasporla alla lettera non avrebbe mai funzionato sul grande schermo. In primis perché mostrare il passaggio del tempo sarebbe stato complesso e avrebbe richiesto o di assumere attori più giovani o di “invecchiare” il cast principale. In secondo luogo, un salto temporale così lungo subito dopo l’inizio vero e proprio dell’azione avrebbe finito per confondere gli spettatori. Insomma, anche se nella versione finale Frodo segue il percorso più classico del viaggio dell’eroe catapultato in un’avventura più grande di lui, probabilmente questa è stata la soluzione migliore per la buona riuscita della trasposizione cinematografica.

Fonte: Collider

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