ATTENZIONE SPOILER:

Da mesi, l’interpretazione del finale di Inception è uno degli argomenti preferiti degli internauti: Cobb è tornato davvero dalla sua famiglia o è rimasto nel limbo? La trottola sta per cadere o continua a girare all’infinito? Anche i nostri lettori si sono scatenati alla ricerca di una risposta che potesse spiegare il misterioso finale della trottola. Di seguito analizziamo alcune tra le più interessanti (e sensate) teorie che sono spuntate tra siti di cinema, forum e blog. Fondamentalmente, ci sono due partiti: quello “ottimista”, che sostiene che la trottola sta per cadere e Cobb, dunque, sta davvero riabbracciando i suoi bambini, e quello “pessimista”, secondo cui Cobb è rimasto nel limbo, o, peggio ancora, tutto il film è un sogno di Cobb.

Membro onorario della fazione “ottimista” è Sir Micheal Caine, che nel film interpreta il suocero di Cobb. Durante una recente intervista radiofonica, Caine ha confermato che Cobb è tornato alla realtà: «I giovani mi chiedono: “alla fine, quando compari, è un sogno o la realtà?”. È la realtà, se ci sono io, perchè non sono mai nel sogno». Parere autorevole, ma evidentemente non sufficiente a chiarire i dubbi che il film solleva. A parte la trottola, infatti, ci sono diversi elementi che suggeriscono che il finale non sia vero, ma l’ennesimo sogno del film; tra questi, i più importanti sono:

  • I bambini: sembrano avere la stessa età nel finale e nei sogni di Cobb
  • La telefonata: Saito davvero ha talmente tanto potere da piegare la legge alla sua volontà?
  • La trottola: se è il totem di Mal, non dovrebbe funzionare per Cobb
  • Il limbo: quando Cobb scende dal terzo livello per recuperare Fischer, va nel limbo o in un quarto livello?

Screenrant.com tenta di spiegare tutti i punti che potrebbero suggerire un finale non reale. Cobb e Saito tornano dal limbo, l’ambiguità della sequenza finale (dal risveglio in poi) è il colpo di genio di Nolan, ma tutto si spiega. In particolare, i bambini sembrano gli stessi, ma non lo sono, infatti nei credits ci sono due coppie di attori che li interpretano (a 3 e 5 anni). Saito può comprare una linea aerea in pochi giorni, non sembra così inverosimile che possa anche far decadere le accuse contro Cobb con un colpo di telefono (è pur sempre anche un film di fantascienza). Riguardo alla trottola, è vero che è il totem di Mal, ma è anche vero che essendo morta Mal, solo Cobb può sapere come funziona, ammesso che sia quello il suo totem. Un altro elemento che fa propendere Screenrant per la tesi “reale” è la fede di Cobb: la indossa nei sogni e non nella realtà, e nel finale, appunto, non ce l’ha. In molti, infatti, sostengono che sia quello il vero totem di Cobb e che la trottola sia l’ennesimo vicolo cieco in cui Nolan caccia il pubblico.

UStandOut.com è uno dei siti che appunto fa riferimento all’anello come vero totem (almeno per il pubblico) per distinguere la realtà dalla fantasia, e liquida la questione dei bambini ricordando che mai, nel film, si sa quanto tempo sia passato da quando Cobb è scappato dagli Stati Uniti.

Inoltre, il sito fornisce un interessante grafico esplicativo dei vari livelli del sogno (sotto, nell’immagine), e abbraccia la teoria che il confronto tra Cobb e Mal non avvenga nel limbo ma in un quarto livello del sogno e che poi Cobb scenda ulteriormente a cercare Saito nel limbo. Sembra un dettaglio, ma è uno dei punti più dibattuti (ovvero, meno chiari) del film: a quel punto, è evidente che la confusione tra realtà, sogno e limbo è voluta da Nolan per preparare il finale e per suggerire che, forse, neanche Cobb riesce davvero a distinguere l’una dalle altre.

Inception

In sintesi, per accettare il lieto fine, bisogna fare un atto di fede: la trottola cade, i bambini sono diversi da quelli del sogno (sono cresciuti), Saito è sufficientemente potente da scagionare Cobb, la sequenza sull’aereo è la realtà. Oppure, bisogna fidarsi di Michael Caine.

Leggi la seconda parte di Inception: sogno o realtà?

Leggi il pressbook ufficiale di Inception

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