Cinema, serie tv e anime non sono soltanto forme di intrattenimento: spesso si trasformano in strumenti potentissimi per esprimere visioni del mondo, rivendicare diritti o persino lanciare messaggi di protesta. Negli anni, lo abbiamo visto accadere con saghe come V per Vendetta, Hunger Games o Attack on Titan, capaci di uscire dallo schermo per diventare simboli di dissenso globale. Oggi è il turno di One Piece: in Indonesia, la celebre bandiera con il teschio e il cappello di paglia della ciurma di Monkey D. Luffy è diventata l’emblema di una protesta civile, tanto diffusa quanto discussa.
Tutto è cominciato in vista del 17 agosto, giorno in cui il Paese festeggia l’80° anniversario dell’indipendenza nazionale. Come da tradizione, le città si vestono di bianco e rosso, i colori della bandiera indonesiana. Ma quest’anno, accanto al vessillo ufficiale, in centinaia di casi è apparso il Jolly Roger dei Cappello di Paglia, non solo nelle abitazioni ma anche sui camion, nei mercati e persino su edifici pubblici.
A lanciare il movimento, secondo quanto riportato dal Malay Mail e dal South China Morning Post, sarebbero stati gruppi di autotrasportatori, in protesta contro la nuova normativa “Zero ODOL” (Over Dimension, Over Load) che limita le dimensioni e il carico dei mezzi pesanti. Una misura pensata per la sicurezza stradale, ma che colpisce duramente lavoratori già sottopagati e spesso costretti a carichi eccessivi dai datori. Come forma di dissenso, molti di loro hanno iniziato a sostituire la bandiera nazionale con quella di One Piece, simbolo – nell’opera di Eiichiro Oda – di ribellione contro le ingiustizie e di lotta per la libertà.
Il gesto, inizialmente spontaneo e simbolico, è diventato presto un fenomeno virale. Sui social, migliaia di utenti hanno condiviso immagini del vessillo piratesco, definendolo «lo spirito della resistenza contro l’ingiustizia». Alcuni hanno persino ricreato il logo ufficiale dell’80° anniversario dell’indipendenza nello stile di One Piece, accentuando la carica simbolica dell’azione.
La reazione delle autorità è stata immediata. Sufmi Dasco Ahmad, vicepresidente della Camera e membro del partito Gerindra, ha parlato di «un movimento sistematico per minare l’unità nazionale». Il ministro Budi Gunawan ha citato la legge del 2009 sul rispetto del vessillo nazionale, avvertendo che sventolare la bandiera dell’anime durante le celebrazioni ufficiali potrebbe comportare conseguenze penali. Alcuni esponenti del governo hanno persino paventato l’accusa di sedizione.
Diverse voci della società civile hanno preso posizione in difesa del gesto. Il deputato Deddy Yevri Sitorus ha definito l’uso della bandiera «una forma di critica pubblica legittima in una democrazia». Anche Muhamad Isnur, dell’Indonesian Legal Aid Foundation, ha sottolineato che «non si può equiparare una bandiera ispirata a un anime con un atto di tradimento». Per lui, si tratta piuttosto di «una dimostrazione d’amore per il Paese espressa attraverso la cultura pop».
L’autore Eiichiro Oda, almeno per ora, non ha commentato. Ma è chiaro che la sua opera ha ormai superato i confini dell’intrattenimento: One Piece è diventato, almeno in Indonesia (e addirittura in Palestina), anche un simbolo di resistenza civile.
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