Anche se non siete lettori accaniti dei fumetti, l’avrete vista: la variant cover (copertina alternativa, ndr) che la Marvel – quella dei comics e non dei film – ha commissionato a Milo Manara, maestro di disegno di fama internazionale, per il suo nuovo albo su Spider-Woman. I più attenti avranno riconosciuto la posa: è la stessa che l’Uomo Ragno ha assunto in più di una copertina e in più di una tavola nel corso degli anni.

Il problema? Questo nuovo albo doveva essere il primo passo per rilanciare, com’era già stato tentato negli anni ’70 (anche dalla DC Comics, ndr), i personaggi femminili. E quindi, un disegno di Manara, famoso per le sue donne bellissime e formose (e molto spesso nude) ha scatenato la polemica tra i fan – tra alcuni fan, specifichiamo.

Il disegno è stupendo – come sempre quando si parla di Manara: è tremendamente sexy e provocante. Peccato però che, secondo qualcuno, “denigri” la donna, riducendola a “mero” oggetto del desiderio. Ma è veramente così? Milo Manara è Milo Manara. Questo è il suo stile. La Marvel, forse, avrebbe dovuto contattare qualcun altro per la sua cover, specie per la prima cover – ma cambiare totalmente, dall’oggi al domani, sarebbe un azzardo per chiunque.

Il pubblico medio della Marvel è composto da uomini – uomini che hanno sempre apprezzato, nel corso degli anni, i restyling dei personaggi femminili (più alte e più formose, gambe più lunghe, seno prosperoso). Questa di Manara è “solo” una copertina – una copertina che razzola male dopo la predica “vogliamo emancipare la donna” (e dopo il nuntio vobis di un Thor femmina), certo; ma che però non la condanna sicuramente. Non così drasticamente come invece dice qualcuno. Voi che cosa ne pensate?

 

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