Chi pensa che basta essere una star per ottenere ciò che si vuole col semplice schiocco delle dita si sbaglia. Dopo i problemi incontrati da Tom Cruise per avere i permessi per il film Valkyrie , e il divieto ad utilizzare come set il campo di concentramento di Sachsenhausen cui ha dovuto far fronte la troupe di Nicole Kidman per le riprese di The Reader , ora è il turno di Penelope Cruz. Imbattutasi in Passione Indiana, un romanzo di successo di Javier Moro (pubblicato anche in Italia da Mondadori) l’attrice spagnola è venuta a conoscenza della storia di Kapurthala e di Anita Delgado. Correva l’anno 1906, lui era un maharaja indiano e lei la ballerina spagnola sedicenne di cui lui, già piuttosto attempato, si invaghì e poi sposò. Una storia che però non ebbe un lieto fine e che si concluse 18 anni dopo con il ripudio della moglie, che tradì il maharaja con uno dei suoi figli. Una storia perfetta per il grande schermo, almeno secondo la bella musa di Almodovar, che ha subito espresso il desiderio di produrre, dirigere e interpretare un film tratto dal libro. Detto fatto la Cruz ha coinvolto nel suo progetto Hollywood e Bollywood, ha scelto dei divi indiani per farle da spalla e ha individuato i luoghi dove girare, compreso il palazzo di Kapurthala nel Punjab che il maharaja si era fatto costruire da un architetto francese sul modello di Versailles. Non aveva però fatto i conti con Shatrujit Singh, bisnipote del maharaja, che di tutta risposta ha commentato riguardo al libro e di conseguenza al possibile adattamento: «Questa non è una ricostruzione storica, ma il parto dell’immaginazione malata di uno scrittore che ha umiliato la memoria del mio avo». Ora non resta che attendere nuovi sviluppi per scoprire chi la spunterà.

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