Le città di pianura, dove vedere il film candidato ai David di Donatello 2026
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Le città di pianura, dove vedere il film candidato ai David di Donatello 2026

Dopo aver conquistato Cannes e il buon risultato al botteghino, il film di Francesco Sossai che ha fatto il pieno di candidature è disponibile in streaming

Le città di pianura, dove vedere il film candidato ai David di Donatello 2026

Dopo aver conquistato Cannes e il buon risultato al botteghino, il film di Francesco Sossai che ha fatto il pieno di candidature è disponibile in streaming

poster di le città di pianura

Tra i titoli che hanno segnato le candidature ai David di Donatello 2026, Le città di pianura è senza dubbio quello che ha sorpreso di più. Il film di Francesco Sossai è infatti il più nominato di questa edizione con 16 candidature, davanti a La grazia e Le assaggiatrici, ed è riuscito a imporsi nelle categorie principali, da Miglior film a Miglior regia, passando per sceneggiatura originale, interpretazioni, fotografia, montaggio, suono e David Giovani. Un risultato che colpisce perché arriva per un’opera tutt’altro che “ingombrante”, lontana dai toni del grande titolo costruito per dominare la stagione dei premi, ma evidentemente capace di farsi riconoscere come una delle proposte più personali e complete del cinema italiano dell’ultimo anno. La buona notizia, per i curiosi, è che è già disponibile in streaming.

Il caso di Le città di pianura

La storia di Le città di pianura ruota attorno a tre personaggi molto diversi tra loro, destinati però a incontrarsi in una notte che cambia progressivamente tono e significato. Da una parte ci sono Carlobianchi e Doriano, interpretati da Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla, due cinquantenni erranti, spiantati e inseparabili, che sembrano vivere in una sorta di eterno presente fatto di alcol, chiacchiere notturne, soste nei bar e riflessioni stralunate. Dall’altra c’è Giulio, a cui dà volto Filippo Scotti, uno studente di architettura fuorisede, più giovane, più impacciato e ancora in cerca di una direzione precisa. Quando i due uomini trascinano il ragazzo in una maratona all’ultima bevuta, prende forma un viaggio scomposto attraverso l’Alto Veneto, tra la zona di Venezia e la provincia di Treviso, che segue la struttura del road movie ma la restringe dentro un paesaggio periferico, quotidiano e profondamente riconoscibile.

Nel corso di questa deriva notturna, il film alterna incontri casuali, racconti improbabili, momenti sospesi e piccoli scarti emotivi, lasciando emergere poco a poco il senso più profondo del rapporto tra i tre protagonisti. Quello che inizialmente sembra solo un vagabondare alcolico tra uomini fuori asse si trasforma infatti in un percorso di confronto tra generazioni, in cui Giulio osserva da vicino due figure marginali e disilluse, quasi relitti di un tempo fermo, ma anche capaci di offrirgli, nel loro modo storto e inconsapevole, una nuova prospettiva sulla vita. Il film di Francesco Sossai mette così in scena una provincia che non è mai semplice fondale, ma uno spazio vivo, umano e sentimentale, strettamente legato ai personaggi che lo abitano. È proprio in questo territorio sospeso, tra malinconia, smarrimento e improvvise epifanie, che il viaggio di Carlobianchi, Doriano e Giulio trova la sua forma più autentica.

Leggi anche: Le Città di Pianura: dai bar veneti alla Croisette. La recensione del film di Francesco Sossai

Dove vederlo in streaming

Per chi vuole recuperarlo dopo l’exploit ai David, Le città di pianura è disponibile in streaming in Italia su MUBI e su MUBI Amazon Channel. Il film, distribuito da Lucky Red dopo il debutto a Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard, ha avuto un percorso in sala da vero titolo d’autore, costruito sul passaparola e sulla tenuta nel circuito specializzato. L’uscita italiana è avvenuta tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre 2025 ma, a mesi di distanza, il film risulta ancora presente in alcune sale selezionate: un dettaglio non secondario, perché conferma l’attenzione attorno al titolo e un bel percorso sul grande schermo.

Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla in Le città di pianura

Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla in Le città di pianura

Il grande successo di un film “piccolo”

Il motivo per cui ha raccolto così tante candidature ai David di Donatello 2026 sta soprattutto nella sua natura di film piccolo solo in apparenza. Le città di pianura ha convinto perché riesce a trasformare una storia apparentemente minima in un’esperienza di cinema molto riconoscibile e sorprendentemente coinvolgente. Il film di Francesco Sossai prende la struttura classica del road movie e la restringe dentro un Alto Veneto notturno, periferico e sospeso, facendone non solo uno sfondo ma un vero elemento narrativo. Al centro ci sono personaggi disorientati, incapaci di affrontare davvero la vita e i suoi cambiamenti, che proprio nel viaggio e nello scontro tra generazioni trovano una possibilità di trasformazione. È anche questa aderenza al territorio, unita all’alchimia degli interpreti e a una messa in scena molto curata, a spiegare la forza del film: la fotografia ambrata, il tono insieme ironico e malinconico, le soluzioni visive mai banali e la capacità di tenere insieme leggerezza e profondità fanno di Le città di pianura uno dei titoli più singolari e apprezzati dell’annata, ben oltre il profilo appartato con cui si era presentato.

A rendere ancora più significativo il successo del film c’è anche il dato del botteghino. In Italia Le città di pianura ha incassato 1,8 milioni di euro e ha registrato 267.572 presenze, numeri notevoli per un’opera di questo profilo, che confermano come il passaparola abbia accompagnato il consenso della critica. È probabilmente qui che si spiega il suo primato ai David 2026: non solo un film amato dagli addetti ai lavori, ma un titolo che è riuscito a trovare un pubblico, a lasciare un segno e a imporsi come il caso più interessante della stagione.

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