Quando questa mattina presto siamo arrivati all’auditorium, location del Festival del film di Roma, ai lati del red carpet erano già appostati centinaia di ragazzi.

Alle 17.00 infatti, hanno fatto la loro apparizione sul tappeto rosso Sam Claflin e Lily Collins, giunti nella capitale per presentare il film che li vede protagonisti: #ScrivimiAncora (qui le nostre impressioni a caldo).

Abbiamo incontrato i due giovani attori in conferenza stampa. Sì sono presentati cromaticamente opposti, con la Collins in total white e Claflin in total black, ma erano accomunati dalla stessa aura di bellezza.

Le domande della stampa sono state tutte per loro, ma prima la parola è andata al regista Christian Ditter e al produttore Martin Boskovits.

«Amo da sempre le commedie romantiche» ha detto il regista «avevo già diretto dei film per ragazzi, pieni di effetti speciali, ma non vedevo l’ora di realizzare un film basato principalmente sui personaggi, che parlasse d’amore e fosse rivolto ad un pubblico più adulto. Poi un giorno Martin Boskovits mi ha detto che aveva qualcosa per me, ho letto lo script e ho pensato che fosse perfetto.»

Il produttore è tutto sorrisi e ci mostra una foto, direttamente dal suo smartphone: si vede il cartello sold out attaccato in biglietteria «Mi hanno detto che i biglietti sono terminati in pochissime ore, sono davvero orgoglioso del film e felice di essere qui a Roma.»

La parola passa poi agli attori, gli si chiede quanto e come abbiano dovuto lavorare per apparire così affiatati; fin dalle prime scene infatti è chiara l’alchimia della giovane coppia. «Ci siamo incontrati la prima volta in un Hotel, con Christian presente. Ci ha fatto sedere faccia a faccia, a pochi centimetri di distanza l’uno dall’altra, e ci ha chiesto di analizzarci a vicenda, ci ha forzati ad entrare dentro l’altro. Mi sono sentita come se lo conoscessi da anni, è stata una cosa strana, c’era poco da aggiungere», dice Lily Collins. E Sam Claflin continua: «Prima di iniziare a girare ci siamo frequentati per un po’ e abbiamo da subito realizzato che abbiamo lo stesso senso dell’umorismo, e ci piacciono le stesse cose, soprattutto le feste… scherzo! Poi lavorando sul set ogni giorno insieme, la connessione cresce naturalmente, perciò era tutto N.A.R: No Acting Required»

Il film è tratto dal bestseller di Cecelia Ahern, e viene chiesto ai protagonisti quanto si siano potuti distaccare dai personaggi descritti nel libro. Dice la Collins: «Non ho letto nulla prima di iniziare a girare. Mi era già capitato di prendere parte ad un film tratto da un libro, e ho capito che è complicato trovare un compromesso tra quanto scritto in pagine e pagine, a volte in intere serie, e quanto presente nello script, in cui tutto è condensato. Perciò cerco semplicemente di essere certa dell’essenza del mio personaggio. Avere Cecelia sul set, ottenere la sua benedizione e vedere il suo entusiasmo, mi ha fatto capire che stavo procedendo nel modo giusto, mi sentivo davvero Rosie, anche perché l’ho trovata molto simile a me.»

«Anche io ho letto il libro solo più tardi» ammette poi Claflin, «E come Lily, anche io mi sono sentito immediatamente Alex, abbiamo la stessa personalità, avrei fatto le stesse scelte.»

Qual è il messaggio del film? Per l’attrice «Tutto capita per una ragione. Questo è sempre il mio motto. Ci sono poi decisioni che ti portano in strade che non avevi preso in considerazione, ma questa è la vita» Per l’attore invece «Nel film, come nel libro, è tutta una questione di timing. Tutti hanno bisogno di tempo per prendere decisioni e sperimentare, se il motto di Lily è “tutto accade per una ragione”, il mio è “nessun rimpianto”.»

Quando infine gli si chiede cosa ne pensano dei fan che li hanno accolti con urla e pianti, la Collins intimidita dichiara «È davvero strano ed emozionante, non mi sono ancora abituata, e spero di non abituarmi mai, è una sensazione fantastica». Claflin, sfoggiando un sorriso che da solo basterebbe a spiegare l’affluenza di tante ragazze, dice «Solo sei anni fa ero dall’altra parte delle transenne, ora invece sono qua, e devo dire che le ragazze italiane sono veramente passionali  e “pazze”, ovviamente nel senso più positivo del termine.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA