«Nella vita faccio quello che mi piace nel mio habitat naturale, la Toscana». Mi basta mettere piede sul set di Finalmente la felicità, nuovo film natalizio di Leonardo Pieraccioni, per capire perché il regista non riesca a staccarsi dalla sua terra. Sono a Lucca, nel giardino di villa Bottini, capolavoro cinquecentesco nel centro storico della città. Un sole accecante inonda lo scalone su cui il cantante-diventato-attore Shel Shapiro troneggia prima di girare la sua scena. Intorno a lui ferve il lavoro di scenografi e costumisti, mentre la protagonista Ariadna Romero, modella, chiacchiera amabilmente con Pieraccioni e i tecnici scherzano con la splendida Martina, figlia di Leonardo e Laura Torrisi, nata l’anno scorso. «Magari mi toglierà di dosso la pigrizia»: parola di un regista che da quindici anni fa ridere ed emozionare il Paese con le sue storie fatte per «scacciare il pensiero della suocera, del mutuo e del mal di denti». Finalmente la felicità è il suo film numero dieci, una storia «nata per caso: il mio amico Domenico Costanzo mi disse: “Sai che mia mamma ha adottato a distanza una brasiliana? Sogno che venga in Italia e sia bellissima”. “Ma questo è già un film!” gli ho risposto». Un film fatto per ridere e raccontare «due diverse idee di felicità, quella frivola della moda e quella un po’ provinciale ma sincera di Benedetto, il mio personaggio, maestro di musica. È una risposta alla briatorizzazione dei quarantenni che non vogliono abbandonare il giardino d’infanzia del peterpanismo».

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