Avete in mente quelle sequenze spettacolari in cui un Transformer sfreccia nel cielo, estrae una lama incandescente e taglia in due un altro robot? Oppure quando un verme gigante di metallo stritola un grattacielo facendolo collassare su se stesso? Queste scene durano solo pochi secondi sul grande schermo, ma dietro di esse c’è un lavoro che richiede settimane di post-produzione. Ce lo spiega il premio Oscar Scott Farrar, supervisore agli effetti speciali della saga robotica di Michael Bay e di pellicole iconiche come Jurassic Park, Il ritorno dello jedi, Men in Black, Deep Impact e Minority Report, durante una masterclass tenutasi oggi al Lucca Comics & Games. L’evento si è tenuto in occasione dell’uscita del Blu-ray di Transformers 3, approdato sui nostri scaffali lo scorso 19 ottobre e in 3D dal prossimo dicembre. Il Blu-ray non include contenuti speciali del film, che invece verranno inseriti nella versione definitiva, in uscita nei primi mesi del 2012. È così che Farrar ha mostrato in anteprima diversi contenuti speciali dietro le quinte, svelando i retroscena che si nascondono dietro la realizzazione di questi spettacolari effetti speciali.

«Nel primo film abbiamo capito che i robot dovevano parlare e muovere la bocca», spiega Farrar, «Avevamo bisogno di personaggi fotorealistici e dovevamo animarli come se fossero vivi. Con il passare degli anni e lavorando sempre con lo stesso team siamo riusciti a migliorare gli effetti visivi. Ad esempio, per ricreare l’effetto metallo dei Transformers siamo partiti da circa 6.000 fotografie di automobili e Optimus Prime è composto da ben quasi 10.000 pezzi diversi». Durante la conferenza Scott Farrar ci ha presentato in anteprima anche una serie di video dietro le quinte, dal processo di sviluppo di un Transformer a tutte le fasi di post-produzione. «Durante le riprese gli attori fissavano delle maschere giganti di Transformers che successivamente venivano sostituite a computer con robot giganti», spiega Farrar, «È stato girato quasi tutto dal vivo e il resto è stato aggiunto in post-produzione». Tra i video-backstage più spettacolari è stata mostrata la lavorazione della sequenza in cui il Transformer Colossus distrugge un grattacielo. Secondo Farrar «Colossus è senza dubbio una delle creature più grandi che siano mai state realizzate nella saga di Transformers», e continua, «Sono state costruite separatamente tutte le parti dello scheletro che lo compongono. La parte più difficile è stata quella di ricreare la spina dorsale e riprodurre una sorta di “digestione” del verme metallico. Infatti Colossus è molto più grande di Devastator, il Transformer che distrugge una piramide in Transformers 2. Ma la cosa più difficile da ricreare a computer è l’acqua. Non accetterei mai, infatti, di fare un film in cui dovrei riprodurre l’acqua sul grande schermo». E se venisse realizzato un quarto capitolo della saga di Transformers? «Io sarei felice di tornare a lavorare», afferma Farrar con sicurezza.

Nel pomeriggio Scott Farrar ha svelato anche nuovi anedotti sulla saga robotica presso lo stand Hasbro del Lucca Comics & Games: «Lo stesso James Cameron ha dichiarato che il 3D di Transformers 3 è il migliore che avesse mai visto dopo il suo Avatar. Se il risultato è così soddisfacente è perché abbiamo curato il 3D fin nei minimi particolari». E quando gli viene chiesto quale sia il suo personaggio preferito Farrar non ha dubbi: «È Bumblebee. Abbiamo lavorato molto su questo Transformer perché il suo viso doveva essere espressivo come in un film muto. Abbiamo dovuto ridisegnare i suoi occhi diverse volte e nel suo caso sono proprio “lo specchio dell’anima”». Farrar ha inoltre ammesso di aver svolto il ruolo di “arbitro” sul set, perché si trovava sempre in mezzo tra il regista e il direttore della fotografia nel bel mezzo delle riprese. D’altronde come si fa a girare una scena se non sai da che parte sbucherà fuori un Transformer?

Sotto, alcune foto di Scott Farrar durante la masterclass al Lucca Comics & Games:

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