È Italy: love it, or leave it (nella foto) di Gustav Hofer e Luca Ragazzi il film vincitore del premio Miglior lungometraggio della 16esima edizione del Milano Film Festival, conclusosi ieri nel capoluogo lombardo. «Semplice nei mezzi ma con un originale punto di vista per raccontare luoghi e valori distrutti di un Paese. Un incontro-scontro di culture esplorate all’interno di una coppia che guarda e riflette l’esterno. Un viaggio inedito in Italia, lontano dai clichè». Questo il commento della giuria composta dal critico cinematografico Philippe Azoury, da Daniele Basilio, responsabile progetti cinema dell’Apulia Film Commission, da Mihai Chirilov, direttore del Film Festival Internazionale di Transilvania, dal regista Michal Kosakowski e dalla giornalista Barbara Sorrentini. Italy: love it, or leave it ha ottenuto anche il Premio del pubblico per i lungometraggi.

Un menzione speciale è stata assegnata a Bleak Night di Yoon Sung-Hyun, una pellicola che è piaciuta ai giurati per la «grande padronanza registica e di direzione degli attori su un tema che analizza le complicate dinamiche adolescenziali all’interno di un istituto scolastico, mantenendo sempre un serrato ritmo visivo».

Il premio Miglior cortometraggio è invece andato a Susya di Dani Rosenberg e Yoav Gross, «un film che racconta in 15 minuti la violenza di uno dei conflitti più importanti dei nostri tempi (lo scontro tra Israele e Palestina, ndr.), rappresentandolo con la semplicità e la forza del cinema veritè», hanno spiegato i membri della giuria dei corti, Sylvie Pras, Geraldine Gomez e Judith Revault d’Allonnes del Dipartimento Cinema del Centre Pompidou. Menzione Speciale a Las palmas di Johannes Nyholm e a Planet Z di Momoko Seto, mentre il Premio del pubblico per i cortometraggi è stato assegnato a Skallamann di Maria Bock.

Per la prima volta, il Milano Film Festival ha avuto un occhio di riguardo per l’ambiente premiando il film che meglio ha rappresentato le tematiche ambientali. La prima edizione del riconoscimento è stata vinta da También la lluvia (Even the Rain) di Icíar Bollaín, una pellicola su Cristoforo Colombo ma soprattutto sulla devastazione umana e ambientale portata dai colonizzatori europei nelle nuove terre.

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