Monster ha appena riproposto una delle storie più brutali viste in una serie tv
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Monster ha appena riproposto una delle storie più brutali viste in una serie tv

Il parallelismo è stato notato da diversi fan, soprattutto perché anche questa volta c'è di mezzo Charlie Hunnam...

Monster ha appena riproposto una delle storie più brutali viste in una serie tv

Il parallelismo è stato notato da diversi fan, soprattutto perché anche questa volta c'è di mezzo Charlie Hunnam...

monster di netflix ripropone una brutale storia di serie tv

Da pochi giorni Netflix ha lanciato la terza stagione dell’antologia Monster, intitolata Monster: The Ed Gein Story, e in pochi giorni lo show è diventato uno degli argomenti più discussi tra spettatori e critica. Dopo il successo globale del primo capitolo dedicato a Jeffrey Dahmer e la parentesi sui fratelli Menendez, la nuova stagione affronta il caso di Ed Gein, serial killer realmente esistito e figura che ha ispirato alcuni dei personaggi più terrificanti della cultura pop, da Norman Bates a Leatherface.

L’accoglienza non è unanime: molti critici hanno giudicato la serie disturbante e controversa, ma l’interesse del pubblico è alto e il debutto sta registrando numeri importanti su Netflix. Al centro di questa nuova ondata di attenzione c’è Charlie Hunnam, chiamato a interpretare Gein con una performance che mescola fragilità, follia e disperazione. Per prepararsci si al ruolo l’attore ha intrapreso una trasformazione fisica significativa, dimostrando ancora una volta di sapersi calare in personaggi estremi e complessi. Ed è qui che emerge un curioso cortocircuito per chi segue da anni la carriera di Hunnam: non è la prima volta che lo vediamo al centro di una storia segnata da un rapporto materno tossico e distruttivo. Il collegamento immediato va a Sons of Anarchy, serie cult che ha consacrato l’attore nel ruolo di Jax Teller. Anche lì il cuore emotivo della vicenda era una relazione malata con la madre Gemma, donna manipolatrice e capace di spingere il figlio verso scelte irreversibili.

In Monster, Augusta, la madre di Ed Gein, è una presenza ancora più opprimente e distorta: un fanatismo religioso esasperato e un controllo psicologico che soffocano ogni autonomia, spingendo il protagonista a una spirale di violenza senza ritorno. La differenza, però, è fondamentale: in Sons of Anarchy quel conflitto familiare, per quanto feroce, era frutto di una narrazione di finzione; qui è radicato nella realtà di uno dei casi di cronaca nera più noti e disturbanti d’America. Proprio questo parallelo rende la terza stagione di Monster così inquietante: rievoca meccanismi già visti nella grande serialità — la madre come motore oscuro della tragedia del figlio — ma li riporta alla brutalità dei fatti reali. Hunnam, già icona tragica nei panni di Jax Teller, si trova a rivivere un arco narrativo simile ma senza alcun filtro di fantasia, dando corpo a un personaggio la cui follia ha avuto conseguenze concrete e spaventose.

Il risultato è un racconto che affascina e disturba allo stesso tempo: da un lato la curiosità morbosa per un caso che ha ispirato decenni di horror, dall’altro la conferma della capacità di Hunnam di incarnare figure lacerate e pericolose. Per chi aveva seguito la sua ascesa con Sons of Anarchy, questo ritorno a un conflitto madre-figlio come detonatore di tragedia ha il sapore di un déjà-vu, ma con un peso emotivo e storico infinitamente più cupo.

Cosa ne pensate? Avete già visto tutti gli episodi di Monster? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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