Tra De Sica & Co. e la banda formata da Aldo, Giovanni e Giacomo a sorpresa fa capolino questo Natale Silvio Muccino. Outsider di lusso con una storia à La vita  è meravigliosa, col protagonista cinico che viene messo a dura prova. Manca solo la neve, ma quella farebbe fatica a esserci perché il giovane Muccino si è spinto fino a Nairobi, dove – nei panni di Andrea – si è recato per dare l’estremo addio a un padre che lo ha abbandonato durante l’infanzia. Arrivato là trova una sorpresa piccola solo quanto a dimensioni: un bambino di otto anni che il padre ha avuto con una donna del luogo. Una storia commovente, ma con toni da commedia ispirato al romanzo della sua “socia” Carla Vangelista con cui aveva già scritto Parlami d’amore, da cui il suo primo film da regista. È rilassato e allegro Silvio Muccino, nonostante la sfida del Natale alle porte. Ci spiega perché.

Best Movie: Come ci si sente a uscire in contemporanea con la compagnia dei cinepanettoni?
Silvio Muccino: Mi sembra di essere sul ring a gareggiare coi pesi massimi. Un Davide circondato da Golia. E per giunta non giochiamo neppure nello stesso campionato, perché il mio film non è fondato sulla comicità. Io, però, trovo che il mio sia perfetto per il Natale e che attirerà tutte quelle persone che hanno voglia di vedere altro.
BM: Quante cose in questo film: l’Africa, la metamorfosi del protagonista da pariolino a padre “per forza”, il rapporto di coppia.
Silvio Muccino: Sì, il mio è una sorta di About a Boy… ai tempi di Obama. (ride)
BM: Obama, i mondiali, pure De Sica in Sud Africa e adesso lei in Kenya. La passione per “l’altro mondo” è diventata una moda?
Silvio Muccino: Be’, io partivo dal libro di Carla (Vangelista, ndr), quindi se avessi voluto cambiare location, avrei dovuto violentarlo e non volevo. Le sue descrizioni erano affascinanti e sono state confermate poi dalla realtà: quello con l’Africa è stato un incontro fulminante. Poi il caso ha voluto che ci concentrassimo proprio tutti lì.
BM: Al secondo film realizzare metà della pellicola come un road-movie in Kenya è una bella sfida. Le piace bruciare le tappe?
Silvio Muccino: Non è come sembra. Ci sono film come Dieci inverni, che è un’opera prima, ed è stato girato in esterni a Venezia e in Russia. Non ho puntato sulla magniloquenza dei paesaggi. Non ho fatto La mia Africa, un kolossal. Volevo che avesse il sapore de I diari della motocicletta. Poi, certo, è vero che sono ambizioso e cerco storie ambiziose.
BM: Domanda di rito: quanto l’ha cambiata l’Africa?
Silvio Muccino: Sfido chiunque a rimanerle indifferente. Il bello è che sono andato lì convinto di essere pronto a tutto. Ero pieno di immagini da National Geographic, documentato e preparato. Poi, come sempre la vita ti spiazza….
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BM: Si direbbe che al Mal d’Africa non si riesca a sfuggire…
Silvio Muccino: Il Mal d’Africa prende tantissimo. (sorride)

Per leggere il resto dell’intervista correte a comprare la rivista. Best Movie di dicembre è già in edicola.

Silvio Muccino (28 anni, a sinistra), alias Andrea, è insieme al “fratellino” Charlie, cioè Michael Rainey Jr. (9), scoperto da Muccino guardando un video di Tiziano Ferro

Silvio Muccino e Carla Vangelista sono testimonial della campagna promossa da World Friends per la salute di neo mamme e bebé delle baraccopoli di Nairobi in Kenya. Per aiutare inviare  un sms al 45593 dal 5 al 25 dicembre. Per saperne di più: www.world-friends.it e www.unaltromondo.com

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