Nessuno ne sta parlando, ma questa nuova serie Netflix è tra le migliori dell’anno
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Nessuno ne sta parlando, ma questa nuova serie Netflix è tra le migliori dell’anno

Grazie a interpretazioni stratosferiche, in appena quattro episodi si impone come uno dei gioielli nascosti disponibili sulla piattaforma

Nessuno ne sta parlando, ma questa nuova serie Netflix è tra le migliori dell’anno

Grazie a interpretazioni stratosferiche, in appena quattro episodi si impone come uno dei gioielli nascosti disponibili sulla piattaforma

matthew macfadyen in death by lightning

A volte succede che Netflix lasci cadere nel catalogo alcune serie senza l’apparato promozionale che accompagna i suoi titoli di punta. Non ci sono trailer ovunque, nessun conto alla rovescia social, nessun lancio alla Stranger Things. Arrivano, semplicemente, quasi in silenzio, e solo il passaparola può restituire loro l’attenzione che meritano. Death by Lightning appartiene con precisione a questa categoria: resa disponibile a inizio novembre, è una miniserie che non ha avuto un’eco mediatica paragonabile ad altre produzioni della piattaforma, ma che si rivela in breve uno dei titoli più sorprendenti e meglio realizzati dell’anno, un gioiello nascosto pronto a essere scoperto.

La storia ricostruisce una delle vicende meno note della politica americana dell’Ottocento, seguendo l’ascesa del presidente James A. Garfield e la parabola di Charles J. Guiteau, l’uomo che lo uccise. Il racconto non si limita al colpo di pistola che segnò il destino del ventesimo presidente degli Stati Uniti, ma indaga il contesto politico, le faide interne al Partito Repubblicano, il sistema di potere costruito sul clientelismo e la pressione delle correnti che tentavano di orientare ogni nomina a Washington. In quattro episodi, la serie attraversa la corsa elettorale, la complessità del mandato e il clima di tensione crescente che accompagna la deriva psicologica di Guiteau, convinto di essere stato destinato a un ruolo nella nuova amministrazione. L’attenzione alla ricostruzione storica, alle dinamiche di palazzo e all’intreccio tra ambizione personale e responsabilità politica dà alla miniserie un respiro ampio, senza mai perdere il focus sull’elemento umano che muove la vicenda.

Il cast contribuisce in modo decisivo al risultato. Michael Shannon interpreta Garfield con una misura perfetta, restituendo la calma determinazione di un presidente che si ritrova, suo malgrado, al centro di una battaglia più grande di lui. L’altro fulcro della narrazione è Matthew Macfadyen, volto di Succession e di Deadpool & Wolverine chiamato a dare corpo e voce a Guiteau: il suo lavoro è uno dei punti più forti dell’intera serie, capace di unire fragilità, delirio e un tono quasi tragico che rende il personaggio credibile e inquietante. Attorno a loro si muove un gruppo di attori che consolida la solidità del progetto: Nick Offerman nei panni di Chester A. Arthur, Betty Gilpin in quelli di Lucretia Garfield, Bradley Whitford come James G. Blaine e Shea Whigham nel ruolo del senatore Roscoe Conkling, figure centrali per comprendere gli equilibri politici dell’epoca.

A rendere la serie così incisiva non è solo la clamorosa qualità delle interpretazioni, ma anche la cura formale che attraversa ogni episodio. La ricostruzione della scena politica americana di fine Ottocento è elegante e dettagliata, la regia mantiene sempre una distanza controllata che lascia spazio alle dinamiche tra i personaggi e alla tensione, mentre la scrittura unisce cronaca storica e dramma personale senza forzature. In quattro puntate, Death by Lightning riesce a condensare un racconto complesso senza perdere ritmo, trasformando un fatto storico poco conosciuto in un dramma avvincente, sostenuto da prove attoriali di livello assoluto. È il tipo di serie che rischia di passare inosservata, ma che merita di essere recuperata: una delle sorprese più notevoli di questo 2025. L’avete vista? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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