Perché i film di Spider-Man funzionano sempre
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C’è un motivo se i film di Spider-Man funzionano sempre, nonostante tutto

Il debutto record di Spider-Man: Brand New Day (un miliardo di dollari in sei giorni) riaccende la domanda: perché l’Uomo Ragno continua a conquistare il pubblico anche durante la "superhero fatigue"?

C’è un motivo se i film di Spider-Man funzionano sempre, nonostante tutto

Il debutto record di Spider-Man: Brand New Day (un miliardo di dollari in sei giorni) riaccende la domanda: perché l’Uomo Ragno continua a conquistare il pubblico anche durante la "superhero fatigue"?

immagine da spider-man brand new day

Da anni si parla di crisi dei cinecomic. Alcuni marchi che avevano dominato il botteghino hanno perso forza, diversi universi condivisi si sono inceppati e persino il Marvel Cinematic Universe ha alternato grandi successi a risultati più incerti. Spider-Man, però, sembra immune alla superhero fatigue. Spider-Man: Brand New Day lo ha dimostrato con numeri eccezionali: il quarto film con Tom Holland ha raccolto 932 milioni di dollari nel suo primo fine settimana mondiale, realizzando il secondo miglior debutto globale della storia dietro soltanto ad Avengers: Endgame. In Nord America ha aperto con 360 milioni, record assoluto per un esordio, mentre il totale internazionale ha superato i 570 milioni.

Il miliardo è arrivato dopo appena sei giorni, rendendo Brand New Day il secondo film più veloce di sempre a raggiungere il traguardo. Soltanto Avengers: Endgame, che lo aveva superato già nel fine settimana d’esordio, era stato più rapido, con 1,2 miliardi di dollari nello stesso weekend di arrivo nelle sale. Il dato colpisce ancora di più perché il film non può contare sull’effetto irripetibile di No Way Home, costruito anche sul ritorno delle precedenti incarnazioni dell’eroe. Brand New Day è soprattutto una storia su Peter Parker, sulla sua solitudine e sul tentativo di ritrovare un equilibrio tra la persona e la maschera. Il pubblico non sembra quindi attratto soltanto dall’evento: continua a essere profondamente legato al personaggio.

Gli incassi dei film di Spider-Man

Prima di Brand New Day, il maggiore successo della saga era Spider-Man: No Way Home, arrivato a circa 1,92 miliardi di dollari nel mondo. È ancora il risultato da superare per diventare il film dell’Uomo Ragno con il maggiore incasso complessivo. L’unico altro capitolo solista ad avere oltrepassato il miliardo è stato Spider-Man: Far From Home, con circa 1,13 miliardi, garantiti anche dall’arrivo in sala subito dopo il grande evento Endgame. Seguono Spider-Man 3 con 896 milioni, Spider-Man: Homecoming con 879 milioni, il primo Spider-Man di Sam Raimi con 824 milioni e Spider-Man 2 con poco meno di 800 milioni.

I due film con Andrew Garfield hanno raccolto rispettivamente circa 759 e 710 milioni di dollari. Sul fronte animato, Spider-Man: Into the Spider-Verse si è fermato a circa 374 milioni, mentre Across the Spider-Verse è salito fino a 691 milioni. Sono cifre che mostrano una continuità rara. Non tutti i film sono stati accolti allo stesso modo e alcune saghe si sono interrotte prima del previsto, ma nessun moderno lungometraggio cinematografico con Spider-Man protagonista si è trasformato in un vero disastro commerciale.

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Quanto può incassare Brand New Day

Dopo aver superato il miliardo in meno di una settimana, Brand New Day ha già lasciato alle spalle l’incasso complessivo della maggior parte dei film precedenti. La soglia di Far From Home appare destinata a essere superata rapidamente; il confronto decisivo resta quello con gli 1,92 miliardi di No Way Home. Le prime proiezioni hanno indicato la possibilità di avvicinarsi ai 2 miliardi, ma è ancora presto per festeggiare.

Un’apertura enorme può concentrare una parte importante della domanda nei primi giorni: per raggiungere quelle cifre, il film dovrà dimostrare di avere una tenuta altrettanto forte nelle settimane successive. Il punto di partenza rimane comunque straordinario. Brand New Day non deve più dimostrare di essere un successo, ma soltanto quanto grande potrà diventarlo.

Perché Spider-Man continua a funzionare?

L’Uomo Ragno, quindi, sembra immune alla superhero fatigue. E probabilmente lo è per motivi all’apparenza semplici: Spider-Man possiede poteri straordinari, ma continua a sembrare una persona normale. Peter Parker non è un miliardario, un dio o un soldato trasformato nel simbolo di una nazione. È un ragazzo che deve pagare l’affitto, mantenere un lavoro, proteggere i propri rapporti e trovare il tempo per salvare New York. Questa combinazione lo rende universale ma anche molto specifico. Le sue paure sono riconoscibili: sentirsi inadeguato, deludere le persone amate, scegliere tra ciò che si desidera e ciò che si ritiene giusto. Allo stesso tempo, Spider-Man ha un quartiere, problemi economici, una particolare ironia e un modo concreto di stare nel mondo.

Il pubblico non deve immaginare come sarebbe essere una divinità. Deve immaginare come sarebbe possedere un potere enorme e continuare comunque ad arrivare tardi a un appuntamento o a non avere abbastanza soldi per il mese successivo. La fantasia e la quotidianità restano sempre vicine.

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Un eroe che cambia senza perdere la propria identità

Spider-Man funziona anche perché può essere reinterpretato continuamente. Sam Raimi ha raccontato Peter Parker attraverso il melodramma, il romanticismo e l’horror. Andrew Garfield ne ha accentuato il sarcasmo e l’irrequietezza. I primi film con Tom Holland lo hanno inserito nel mondo degli Avengers, mentre Brand New Day lo avvicina alla versione più autonoma e solitaria dei fumetti. Lo Spider-Verse ha compiuto un passo ulteriore, dimostrando che Spider-Man non deve necessariamente essere Peter Parker. Miles Morales conserva il nucleo morale del personaggio, ma lo esprime attraverso una famiglia, un’identità e un linguaggio visivo differenti.

Ogni versione può cambiare tono, età e universo, purché conservi il conflitto centrale tra potere e responsabilità. Spider-Man è sempre qualcuno che potrebbe utilizzare le proprie capacità per semplificarsi la vita, ma sceglie invece di complicarla per aiutare gli altri.

Spider-Man può perdere anche quando vince

Molti supereroi vengono definiti dalle loro vittorie. Spider-Man, invece, è spesso definito da ciò che non riesce a salvare. La morte di zio Ben, i rapporti sacrificati, i problemi economici e le conseguenze delle sue decisioni contano quanto le battaglie. Per questo le sue storie non si riducono mai soltanto alla sconfitta del nemico. La vera domanda è quale prezzo Peter dovrà pagare. Anche quando salva la città, può perdere un lavoro, un amore o la possibilità di condurre una vita normale.

Tobey Maguire, Andrew Garfield, Tom Holland e Miles Morales attraversano esperienze differenti, ma condividono la stessa idea: diventare Spider-Man significa assumersi una responsabilità che nessuno ha imposto. Non agiscono perché sono invulnerabili, ma pur sapendo di poter fallire.

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La superhero fatigue non riguarda tutti gli eroi

Il successo di Brand New Day non dimostra che ogni cinecomic sia destinato a funzionare. Dimostra piuttosto che il pubblico non ha smesso automaticamente di amare i supereroi. La stanchezza sembra colpire soprattutto i film percepiti come ripetitivi, poco necessari o costruiti soltanto per preparare altri prodotti. Spider-Man parte certamente da una popolarità enorme, ma la familiarità da sola non basta. Il personaggio continua a funzionare perché cresce insieme agli spettatori. Da adolescenti ci si riconosce nel ragazzo che scopre di avere capacità e responsabilità nuove. Da adulti diventa più facile comprendere la fatica di tenere insieme lavoro, affetti e doveri.

Ecco perché i film di Spider-Man resistono ai reboot, ai cambi di attore, ai capitoli meno riusciti e alla crisi del genere. Cambiano i costumi, gli universi e le tecnologie, ma al centro rimane una persona che cerca di fare la cosa giusta mentre la propria vita si complica. Il pubblico non torna soltanto per vederlo volteggiare tra i grattacieli. Torna perché, quando atterra, Peter Parker deve ancora affrontare gli stessi problemi di tutti.

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