Settecento euro e un soggetto nel cassetto. È quanto è bastato a Nicola Sorcinelli per realizzare il suo ultimo corto, La neve non fa rumore, appena completato e presentato al suo paese San Costanzo (una cittadina di quasi 5 mila abitanti, in provincia di Pesaro e Urbino). Una donna di ricca famiglia (Barbara “scei bellissima!” Folchitto, che ricorderete soprattutto per lo spot del videotelefono con il bellone dalla “s-sibilante” e che Sorcinelli ha conosciuto sul palco di uno spettacolo teatrale in cui ha fatto da assistente alla regia) si ritrova imprigionata in uno scantinato insieme a un misterioso bambino, Carlo (il tredicenne Nicolò Diana, visto nel film dei fratelli Taviani La masseria delle Allodole e nella serie tv Capri), che si prende cura di lei e che sembra conoscere e prevedere inspiegabilmente i passi dei rapitori, come se ripercorressero le orme di un oscuro passato… La loro disavventura si incrocia fatalmente con quella vissuta sessant’anni prima da un gruppo di partigiani, scovati e uccisi in quello stesso seminterrato. Un luogo angusto e spettrale, che ricorda un po’ la prigione del piccolo Mattia di Io non ho paura, non a caso uno dei film preferiti di Nicola. «Non volevo che fosse uno dei tanti film “rapimento e riscatto”. Mi sono imbattuto in una foto d’epoca, che ritraeva un gruppo di partigiani e allora mi è venuta in mente questa idea di unire due storie ambientate in epoche diverse, eppure così vicine…», che creano un interessante effetto sorpresa. Il corto è un progetto assolutamente low budget, realizzato con l’aiuto degli amici, contagiati dalla febbre del cinema, e con mezzi artigianali, che però farebbero invidia ai veri professionisti. D’altra parte, se non si hanno a disposizione dolly e carrelli che si fa? Ce li si costruisce! Come, infatti, ha fatto Nicola, regista marchigiano di 22 anni, che ha portato a termine il suo primo corto quando era in quinta elementare, con una vecchia telecamera dei vicini di casa. Il primo riconoscimento l’ha ricevuto a 14 anni con Il tramonto dei viandanti, che ha conquistato la giuria del concorso Opera prima di Urbania. «Diciamo che si trattava di esperimenti, poi sono arrivati progetti più seri. Ma direi che quelli più significativi sono cinque o sei», ha raccontato il giovane film maker, che ha sempre avuto il cinema nel sangue. «Quando ero piccolo il mio passatempo preferito era “giocare a fare i film”. Quando uscivo da una proiezione mi divertivo a “scimmiottare” la pellicola che avevo appena visto. La mia preparazione è da assoluto autodidatta, ho frequentato l’istituto commerciale, e ora faccio lavori diversi, che servono tutti per finanziare i miei corti». Come è avvenuto anche nel caso de La neve non fa rumore, che si fonda sui tre capisaldi della “cinematografia secondo Sorcinelli”: la Storia, la Musica e l’Epica. Il regista ha chiamato il pianista Giovanni Bedetti per comporre la colonna sonora del suo corto, in cui effettivamente le note trascinano lo spettatore in un vortice di emozioni. Il sogno nel cassetto? Realizzare un film epico in stile Buz Luhrmann, ma legato alle radici storiche del suo amato paese, San Costanzo, sulla scia del regista che più di tutti ha contribuito al suo amore per il cinema, Giuseppe Tornatore.
Per informazioni e per vedere i trailer de La neve non fa rumore, cliccate qui e su www.myspace.com/nicolasorcinelli
Sotto, negli scatti di Luigi Angelucci, la locandina provvisoria, il regista Nicola Sorcinelli e alcuni frame del film:


Nicola Sorcinelli, 22enne marchigiano, è un artista autodidatta. Ha realizzato il suo primo corto in quinta elementare

Nicolò Diana, nonostante la giovane età (13 anni) ha già preso parte a molte fiction televisive e ha lavorato con i fratelli Taviani ne La masseria delle allodole

Barbara Folchitto è la protagonista del corto. La ricorderete per aver interpretato lo spot dei videotelefoni con il bellone dalla s-sibilante
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