Nel vasto universo narrativo creato da Stephen King, esistono connessioni più o meno evidenti che da anni alimentano teorie e riflessioni tra lettori e spettatori. Non è raro, infatti, che i mondi dell’autore si sovrappongano, con personaggi, luoghi o dettagli che migrano da una storia all’altra. Ma pochi avrebbero immaginato che IT: Welcome to Derry, la serie prequel di uno dei suoi horror più celebri, potesse contenere un riferimento diretto a un altro capolavoro del Re del Brivido: Le ali della libertà (The Shawshank Redemption), il film tratto da un racconto breve del Re del Brivido, considerato da molti un capolavoro assoluto del cinema moderno.
Da Carrie a The Shining, da Misery fino a Doctor Sleep, il numero di adattamenti tratti dai romanzi e racconti di Stephen King è sterminato. Tra questi spiccano due titoli che, appunto, pur appartenendo a generi molto diversi hanno lasciato un segno indelebile nella cultura pop: IT, con la sua terrificante incarnazione del male in forma di clown, e Le ali della libertà, emozionante storia di riscatto ambientata nella prigione di Shawshank, portata sul grande schermo nel 1994 con Tim Robbins e Morgan Freeman. Ora, a sorpresa, questi due titoli sembrano incrociarsi. Nell’ultimo trailer di IT: Welcome to Derry, serie HBO ambientata negli anni ’60 che esplorerà le origini di Pennywise e il passato oscuro della cittadina, compare per un breve istante un autobus su cui si legge chiaramente “Shawshank State Prison”. Un dettaglio che difficilmente può essere casuale, e che apre a nuove letture sull’universo condiviso immaginato da King.
La prigione di Shawshank è già apparsa in altri racconti dell’autore, tra cui proprio il romanzo IT, dove viene citata in più di un’occasione. Ma vederla inserita visivamente in una serie dedicata al mostro di Derry rappresenta un collegamento più esplicito, destinato a far impazzire i fan più attenti. Anche se la serie non sembra voler approfondire la connessione tra le due storie, il fatto che i personaggi di Andy Dufresne e Red siano presumibilmente ancora detenuti nella prigione durante il periodo in cui si svolgono gli eventi di Welcome to Derry (Andy evade solo nel 1975) aggiunge una sottile ma affascinante sovrapposizione temporale.
Più che un indizio narrativo, è un omaggio all’universo coerente e stratificato che da sempre caratterizza l’opera di King. Un piccolo easter egg pensato per chi conosce a fondo la sua produzione e ama cogliere i fili nascosti tra le trame. Per tutti gli altri, potrebbe sembrare solo una scritta su un autobus. Ma per i veri fan, è la conferma che a Derry, come a Shawshank, nulla è davvero separato.
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