Spider-Man: Brand New Day rischia di compiere un errore enorme che The Batman 2 sta evitando
whatsapp

Spider-Man: Brand New Day rischia di compiere un errore enorme che The Batman 2 sta evitando

Il nuovo film con Tom Holland sembra prendere una direzione che potrebbe indebolire uno dei momenti più forti del MCU, mentre il sequel di Batman sceglie una strada molto diversa

Spider-Man: Brand New Day rischia di compiere un errore enorme che The Batman 2 sta evitando

Il nuovo film con Tom Holland sembra prendere una direzione che potrebbe indebolire uno dei momenti più forti del MCU, mentre il sequel di Batman sceglie una strada molto diversa

Spider-Man: Brand New Day rischia davvero di compiere un errore enorme, soprattutto se messo a confronto con la direzione intrapresa da The Batman: Part II. Due sequel attesissimi, due universi narrativi diversi, ma una stessa sfida: dare seguito a finali che avevano ridefinito in modo profondo i rispettivi protagonisti. E proprio qui emerge la differenza più significativa tra le due operazioni.

Nel finale di Spider-Man: No Way Home, Peter Parker prende una delle decisioni più dolorose mai viste nel Marvel Cinematic Universe: rinunciare completamente alla propria identità, accettando di essere dimenticato da tutti, inclusi MJ e Ned. Una scelta drastica, che non solo chiude un arco narrativo, ma apre a una nuova fase del personaggio, più solitaria e matura. È un momento che funziona proprio perché definitivo, perché sembra segnare un punto di non ritorno.

Eppure, tutto ciò che sappiamo finora su Spider-Man: Brand New Day suggerisce il contrario. Il ritorno immediato di MJ, con un ruolo apparentemente centrale, rischia di svuotare completamente il peso emotivo di quella scelta. Se Peter torna a orbitare attorno alla vita di MJ, se continua a cercarla o addirittura a vivere vicino a lei, allora il sacrificio perde forza, trasformandosi in una pausa temporanea piuttosto che in una vera svolta narrativa.

Il trailer lascia intravedere proprio questa direzione: MJ e Ned iniziano a sospettare che qualcosa non torni nei loro ricordi, mentre Peter sembra incapace di restare davvero lontano. Un approccio che potrebbe riportare tutto rapidamente allo status quo, annullando una delle evoluzioni più interessanti del personaggio.

Al contrario, The Batman: Part II sembra voler fare una scelta più coraggiosa. Il primo film si chiude con Selina Kyle che lascia Gotham, separandosi da Bruce Wayne in modo coerente con il percorso di entrambi. Non ci sono promesse di ritorni immediati, né segnali che il sequel voglia forzare questa dinamica. E proprio in questa assenza risiede la forza della scelta: lasciare spazio alle conseguenze, permettere al protagonista di evolversi davvero.

È una differenza sottile ma fondamentale. Dove The Batman sembra voler rispettare il proprio finale, Spider-Man rischia di aggirarlo. E questo ha implicazioni importanti anche sul piano del personaggio. Se Peter non riesce a mantenere la distanza che lui stesso ha scelto, finisce per apparire incoerente, incapace di sostenere il peso delle proprie decisioni. Un problema che, tra l’altro, ha già caratterizzato altre versioni cinematografiche dell’Uomo Ragno, spesso intrappolate in dinamiche sentimentali ripetitive e poco risolte.

A rendere il tutto ancora più delicato è la quantità di elementi che Brand New Day dovrà gestire. Tra nuovi villain, possibili introduzioni legate ad altri angoli del MCU e storyline complesse, il rischio di sovraccaricare la narrazione è concreto. Reintrodurre fin da subito anche la componente romantica, senza lasciare respirare le conseguenze del film precedente, potrebbe rendere il racconto ancora più dispersivo.

In definitiva, il vero nodo non è il ritorno di MJ in sé, ma il modo e il momento in cui avviene. Dare tempo alla distanza, al silenzio, alle conseguenze avrebbe potuto rafforzare enormemente il percorso di Peter Parker. Saltare subito a una riunione, invece, rischia di trasformare una scelta potente in un semplice espediente narrativo.

Fonte: ScreenRant

© RIPRODUZIONE RISERVATA