Cosa accadrebbe se l’eroe che siamo abituati a vedere come il simbolo del bene si trasformasse in un mostro incontrollabile? È la domanda che si è posta un film di non troppi anni fa, dando vita a un supereroe che non ha paura di fare del male. Un incubo che si intreccia con le convenzioni del cinecomic, un film horror che difficilmente si dimentica una volta visto. Se pensate che Superman sia l’emblema del bene, questo titolo vi farà decisamente rivedere le vostre certezze.
Stiamo parlando di Brightburn, horror sci-fi del 2019 diretto da David Yarovesky. La trama ruota attorno a Brandon Breyer, un alieno che come Superman è stato adottato da una coppia di genitori terreni. Sin da piccolo, però, Brandon mostra segni di una natura inquietante. Quando raggiunge l’adolescenza, le sue straordinarie abilità – volo, forza sovrumana, invulnerabilità – cominciano a manifestarsi in modo sempre più evidente, ma invece di usarle per aiutare gli altri, Brandon diventa un pericolo. La sua crescita è segnata da un’inquietante trasformazione: le sue azioni diventano sempre più violente e disturbanti, mettendo in pericolo la vita delle persone intorno a lui. Il film esplora la lotta tra l’affetto genitoriale e la consapevolezza che la creatura che stanno crescendo potrebbe essere una minaccia per l’intera umanità.
Brightburn, lo si capisce già dalla trama, è un’interpretazione originale del concetto di supereroe. In un’epoca in cui i film sui supereroi sono dominati da personaggi che lottano per il bene e la giustizia, il film di Yarovesky prende questo concetto e lo stravolge, trasformando il supereroe in una minaccia. La storia gioca con le aspettative degli spettatori, mostrando una versione oscura di Superman che si evolve in un vero e proprio mostro, capace di suscitare paura più che speranza.
L’atmosfera del film è una delle sue caratteristiche più disturbanti. Brightburn si distingue per un senso di oppressione che non lascia mai respiro: è un horror psicologico che non si limita a spaventare, ma fa riflettere sul potere distruttivo di una figura altrimenti considerata eroica. Il film, inoltre, solleva una domanda cruciale: cosa accadrebbe se una persona con poteri straordinari, invece di usarli per il bene, decidesse di abusarne? Ci obbliga a mettere in discussione la natura dei superpoteri, chiedendoci se una persona in possesso di una forza sovrumana sarebbe davvero in grado di restare ancorata ai valori morali – temi esplorati ad esempio anche nel film Chronicle del 2012.
Brightburn è quindi un film che sfida apertamente le convenzioni del genere cinecomic. Per chi è abituato a vedere eroi che vincono sempre e lottano per il bene, quest’opera rappresenta un’inversione di rotta sorprendente e originale. È una miscela di horror e superpoteri che regala una nuova prospettiva sul concetto di supereroe, mostrando come anche chi è considerato invincibile possa diventare il più grande incubo.
Lo avete visto? È disponibile a noleggio o per l’acquisto sulle principali piattaforme, ma quello che vogliamo sapere è questo: riuscirete a guardare Superman con gli stessi occhi, quando tornerà sul grande schermo a luglio 2025 interpretato da David Corenswet nel film di James Gunn? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.
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