The Big Bang Theory, quando scoprirete le regole del gioco amato da Sheldon non vorrete più giocarci
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The Big Bang Theory, quando scoprirete le regole del gioco amato da Sheldon non vorrete più giocarci

Per completare una partita, possono volerci anche 1.500 ore. E che dire della "regola della pasta per gli italiani"...

The Big Bang Theory, quando scoprirete le regole del gioco amato da Sheldon non vorrete più giocarci

Per completare una partita, possono volerci anche 1.500 ore. E che dire della "regola della pasta per gli italiani"...

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C’è un motivo se, tra tutti i protagonisti di The Big Bang Theory, Sheldon Cooper è quello che più di ogni altro sembra poter trasformare anche una semplice serata tra amici in una prova di resistenza mentale. Nel corso della serie lo abbiamo visto alle prese con giochi, quiz, esperimenti sociali e passatempi di ogni tipo, spesso incomprensibili per chiunque non condivida il suo stesso entusiasmo per regole, tabelle e calcoli. Ma uno in particolare, apparso nella stagione 11, ha conquistato una fama speciale tra i fan: The Campaign for North Africa: Desert War 1940-43.

Il gioco compare nel sedicesimo episodio dell’undicesima stagione, intitolato La nomenclatura neonatale, andato in onda nel 2018. In quell’occasione Sheldon prova a coinvolgere gli amici in una partita che, già solo a sentirne spiegare il funzionamento, sembra più una missione impossibile che un passatempo da tavolo. Eppure non si tratta di un’invenzione creata dagli sceneggiatori della sitcom: The Campaign for North Africa esiste davvero ed è considerato uno dei giochi da tavolo strategici più complessi mai realizzati.

Pubblicato per la prima volta nel 1978, il gioco è ambientato durante la campagna del Nordafrica nella Seconda Guerra Mondiale e punta a ricostruirne ogni aspetto logistico con un livello di dettaglio quasi estremo. Nella scatola sono contenute circa 1.800 pedine, accompagnate da mappe di dimensioni enormi, pensate per occupare interi tavoli. A completare il tutto c’è un regolamento suddiviso in tre volumi, un dettaglio che da solo basta a rendere l’idea del tipo di esperienza che attende chi decide di cimentarsi.

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Il punto, infatti, non è soltanto vincere una partita, ma riuscire anche solo a portarla a termine. Per completare una sessione di The Campaign for North Africa possono servire fino a 1.500 ore, motivo per cui il gioco viene consigliato a due squadre composte da almeno cinque giocatori ciascuna. Le sue regole riprendono elementi tipici dei war game dell’epoca, ma li portano a un livello di complessità decisamente superiore, fino a includere dettagli logistici tanto specifici da sembrare quasi parodistici.

Tra gli esempi più celebri c’è la regola legata alla pasta per le truppe italiane. Nel gioco, infatti, le unità italiane possono subire una penalizzazione se non viene procurata l’acqua necessaria per cuocere il piatto nazionale. Un particolare che ha contribuito alla leggenda del titolo e che spiega bene perché venga spesso citato come uno dei casi più estremi nella storia dei giochi da tavolo.

The Campaign for North Africa rientra nella categoria dei cosiddetti monster games, titoli pensati per simulazioni vastissime e talmente articolate da risultare, per molti giocatori, quasi impraticabili. Negli anni ’80 come oggi, non tutti avevano a disposizione lo spazio, il tempo e la pazienza necessari per affrontare un’impresa del genere. Serve un tavolo enorme, un gruppo numeroso e soprattutto una dedizione fuori dal comune.

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Naturalmente, tutto questo non poteva spaventare Sheldon Cooper. In The Big Bang Theory, quando gli altri personaggi si rifiutano di giocare con lui, la sua reazione è perfettamente in linea con il personaggio: decide di andare avanti da solo. Una scelta assurda per chiunque, ma assolutamente coerente per qualcuno che, davanti a 1.800 pedine, tre volumi di regole e centinaia di ore di gioco, vede non un ostacolo, ma un’occasione imperdibile.

 

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