Una poltrona per due è un film con scene offensive? «È oltraggioso»
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Una poltrona per due è un film con scene offensive? «È oltraggioso»

Gli anni e la moderna sensibilità hanno reso irricevibile il cult della Vigilia di Natale? L'accusa è stata rispedita al mittente

Una poltrona per due è un film con scene offensive? «È oltraggioso»

Gli anni e la moderna sensibilità hanno reso irricevibile il cult della Vigilia di Natale? L'accusa è stata rispedita al mittente

i protagonisti di una poltrona per due

Ci siamo quasi, di nuovo. Ogni vigilia di Natale in Italia arriva puntuale un appuntamento che sembra impermeabile al passare del tempo: la messa in onda di Una poltrona per due su Italia 1. Da più di due decenni il film del 1983 diretto da John Landis accompagna le festività degli spettatori, diventando un rito tanto prevedibile quanto irrinunciabile. Eppure, negli ultimi anni, il modo in cui il pubblico percepisce certe immagini è cambiato profondamente, portando a interrogarsi sulla presenza di scene oggi considerate offensive o problematiche. Proprio su questo tema il regista ha espresso una posizione molto netta, respingendo qualsiasi ipotesi di ritocco o aggiornamento del suo cult natalizio.

Landis, che oltre al film con Dan Aykroyd, Eddie Murphy e Jamie Lee Curtis ha firmato titoli come The Blues Brothers e Un lupo mannaro americano a Londra, si è dichiarato completamente contrario alla tendenza contemporanea di rieditare opere considerate inadatte alla sensibilità moderna. In un’intervista concessa a Yahoo!, ha definito «oltraggioso» l’impulso a rimontare film percepiti come insensibili. «Ogni film è un prodotto del suo tempo – ha detto John Landis – Bisogna vederlo come tale». Una posizione che, nelle sue intenzioni, mira a preservare il valore storico delle opere, indipendentemente dal fatto che alcune componenti risultino oggi superate o discutibili.

Per spiegare il suo punto di vista, Landis ha scelto un esempio estremo, citando uno dei titoli più controversi della storia del cinema: Nascita di una nazione. «È genuinamente offensivo, ci sono scene oltraggiose e imperdonabili, ma non si può dire che D.W. Griffith non sia degno di essere studiato» ha detto. E ancora: «Quel tizio era un genio e ha cambiato tutto, ma il film è profondamente offensivo. Non si deve modificarlo però: faremmo meglio a vederlo». Per Landis, dunque, il contesto storico prevale sulla revisione, e il confronto con il passato non deve essere addomesticato attraverso modifiche retroattive.

Anche Una poltrona per due è stato negli anni oggetto di critiche per alcune gag ritenute offensive, soprattutto alla luce dei cambiamenti di sensibilità sul politicamente corretto. Le discussioni hanno riguardato personaggi e situazioni che oggi verrebbero osservati con maggior cautela, comprese quelle legate al ruolo di Jamie Lee Curtis, la prostituta che aiuta il protagonista Louis Winthorpe III a rialzarsi dopo la rovina orchestrata dai fratelli Duke. A far discutere è anche la celebre scena del “gorilla”, in cui Clarence, il lacché dei Duke, viene chiuso nella gabbia dell’animale. «Mi incuriosisce il fatto che le persone siano offese da quella scena – ha detto Landis – È ridicolo. Voglio dire: il fatto che un gorilla possa accettare un tizio con una maschera di gomma… la tuta che indossa è ridicola». Il regista aveva liquidato la sequenza con una definizione che non lascia spazio a interpretazioni: «È una gag da cartone animato».

Ora, quel film si prepara a tornare di nuovo protagonista sul piccolo schermo, nel classico appuntamento di Natale che molti italiani considerano imperdibile. Offensivo o no, Una poltrona per due è pronto a tornare il 24 dicembre sera.

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Fonte: Yahoo!

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