Lo speciale completo è pubblicato su Best Movie di dicembre

  1. THE WOLVERINE, L’UOMO D’ADAMANTIO

Wolverine 2.0. E non solo perché il film sarà riconvertito in 3D. Lontano dal traffico delle metropoli americane, infatti, cambia palcoscenico e si affaccia su un Giappone notturno, immobile, dove i drammi si consumano nel silenzio delle case e le strade sono illuminate dalle insegne al neon. Logan (Hugh Jackman) è qui sulle tracce del suo vecchio amore Mariko Yashida (Tao Okamoto), che scopre essere stata costretta a sposare un uomo di cui non è innamorata e che la maltratta di continuo. Abbastanza per far perdere la testa al nostro mutante e spingerlo a mettersi contro il clan Yashida, guidato dal dispotico padre di Mariko, Shingen (Hiroyuki Sanada); che è a capo della più letale squadra di ninja che il Giappone abbia mai visto, conosciuta come La Mano.
«Abbiamo scelto di non intitolarlo Wolverine 2 perché volevamo che fosse vissuto come un film a sé stante» spiega Hugh Jackman accennando al primo spin-off X-Men: Le origini – Wolverine (2009). «Con un cast rimesso completamente a nuovo e il Giappone come location, dovremmo ottenere un’estetica rinnovata. Sarà diverso da un film degli X-Men». E infatti The Wolverine si svolgerà dopo gli eventi della trilogia di Bryan Singer.
Una trama ricca di colpi di scena e di flashback – in alcune sequenze (ri)troveremo il protagonista molti anni prima dell’Arma X, quando i suoi artigli erano ancora di osso e non di adamantio – che pesca a man bassa dalla miniserie a fumetti Wolverine, realizzata dal Frank Miller di 300 e Sin City e da Chris Claremont. A proposito di tuffi nel passato, pare che la scena d’apertura del film vedrà Wolverine in un campo di prigionia giapponese durante la Seconda guerra mondiale e alle prese con lo scoppio di una bomba nucleare. Ma vedremo anche un Logan con barba folta e capelli lunghi che si mormora scalerà le montagne canadesi sulle tracce di un orso grizzly, suggestiva scena d’apertura del fumetto di Miller. Complice la maggior adesione ai comics, il mutante più vulnerabile della storia sarà più violento che mai. «Anche se Wolverine ha uno scheletro di adamantio e il fattore rigenerante, il suo vero punto di forza è la rabbia» ha confessato il suo interprete. Che per l’occasione si è sottoposto a un regime di allenamento quasi militaresco: «Ho fatto uno squillo al mio amico Dwayne (The Rock, ndr) Johnson, che mi ha dato dei consigli molto interessanti. È importante che l’ira di Wolverine emerga anche dal corpo. Volevo che apparisse come un animale feroce». Gli fa eco il regista James Mangold (Quel treno per Yuma): «Non c’è niente che parli più del fisico di Hugh Jackman. Durante una scena notturna un fulmine squarcia il cielo, illuminando la silhouette del mutante, e in quel momento capisci che può letteralmente farti a pezzi».   Catapultato in una realtà che non gli appartiene,  solo (tutte le persone che amava non ci sono più e lui è lacerato dal senso di colpa) il nostro «eroe tragico», secondo le parole dello stesso Jackman, metterà a dura prova le lame taglienti di Silver Samurai (Will Yun Lee), fratellastro di Mariko, un guerriero mutante in grado di incanalare energia nella sua spada e di tagliare qualunque oggetto. O meglio, qualunque tranne l’adamantio!
Come se non bastasse, Wolverine sarà anche al centro di un triangolo amoroso che vede da una parte la dolce e inerme Mariko, che lui non ha mai smesso di amare, dall’altra l’implacabile Yukio (Rila Fukushima), più simile alla natura selvaggia del nostro eroe. Quest’ultima, sorta di versione giapponese di Elektra, è una delle ninja più abili al servizio di Shingen. Inutile ricordare che in quanto a donne non è mai stato particolarmente fortunato… Senza contare che la sua natura ferina non lo aiuterà a farsi strada in un mondo in cui l’onore ha l’ultima parola.
Preparatevi, quindi, a scoprire una delle pagine più drammatiche della vita di Wolverine, dove il silenzio delle terre giapponesi rischia di farsi assordante e il passato torna a galla in un ritratto sconvolgente. «Un Wolverine puro al 100%» sintetizza Mangold. E anche molto più realistico – «Non aspettatevi di vederlo abbattere aerei, sarà molto più verosimile» – e tormentato – «Mai come questa volta sarà in guerra con se stesso». […]

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