Hai mai ammazzato qualcuno? È una cosa imbarazzante. Piangono, supplicano, si pisciano addosso, chiamano la mamma. Io preferisco ammazzarli con dolcezza, da lontano.

Cogan (Brad Pitt) lavora per la mafia, dà una mano a inquadrare le situazioni, suggerisce, pedina, ammazza. Quando un match di poker organizzato dalla malavita finisce nel mirino di due balordi, prima si dedica all’intermediario della partita (Ray Liotta), pur sapendo che è innocente, poi chiude i conti con i responsabili. Dritto al punto, liscio come l’olio: vuole solo i suoi soldi, ma su quelli non ci sono discussioni. Intanto radio e TV raccontano il crollo delle borse, l’economia a picco, l’elezione di Obama, i suoi slogan progressisti. Il sistema americano va a rotoli, e pure la mafia comincia a tirare la cinghia: si contratta allo sfinimento anche sul prezzo degli omicidi.

Chi l’anno scorso tirava in ballo a sproposito Tarantino dopo aver visto Drive, dopo Killing Them Softly (titolo originale del film) di Andrew Dominik parlerà come minimo di plagio: una pioggia di dialoghi spezzati da un pestaggio (lungo, terrificante) e tre omicidi (veloci: soft, appunto). Dominik sa quel che fa, e tutte le volte che decide di tentare il virtuosismo, tira fuori dal cilindro un pezzo di bravura. Tra uno e l’altro lavora tranquillo per lo script, un metaforone sulla crisi economica che non risparmia nessuno, nemmeno la malavita organizzata (che infatti è incarnata da un placido contabile).

Consiglio: lasciate perdere la politica, e godetevi le voci, le facce (Richard Jenkins, James Gandolfini, e altri meno famosi), le strade bagnate, i pub al crepuscolo. Un western parlato, sull’asfalto, con le esecuzioni decise sui sedili di una vecchia Cadillac, i banconi macchiati di birra, e alberghi senza tante stelle.
Nota:
il grande Sam Shepard c’è, ma è come se non ci fosse, il suo film inizia e finisce con una clip di 45 secondi che gira da tempo in rete. La sensazione, in generale, è di tagli importanti su un primo montaggio più lungo.

Leggi la trama e guarda il trailer del film

Mi piace
Dominik è un regista in gamba, e riesce a rinfrescare luoghi comuni del genere gangster – come il pestaggio sotto la pioggia – con sequenze formidabili…

Non mi piace
…che però nel film sono un po’ pochine.

Consigliato a chi
A chi ama le storie classiche, ma aggiornate ai tempi che corrono

Voto: 3/5

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Vai al Film