Ci sono nomi che in questo nostro speciale dedicato alla storia degli effetti speciali ricorrono più di altri. Uno di questi è senz’altro quello di Robert Zemeckis. Da Chi ha incastrato Roger Rabbit? a Forrest Gump, passando per La morte ti fa bella vi abbiamo già raccontato il contributo dato al mondo degli Fx dai suoi film (tra i quali è giusto citare anche la saga di Ritorno al futuro). Nel 2004 il regista decise di lanciare una nuova sfida al mondo dell’animazione e di arruolare star di prima grandezza non soltanto per doppiare i personaggi o per crearne degli alterego caricaturali (come era stato fatto quello stesso anno per Shark Tale con Martin Scorsese, Angelina Jolie, Will Smith e tanti altri) ma per dare loro letteralmente vita. Il film scelto per dare inizio al nuovo trend fu Polar Express, per il quale Zemeckis volle sul set il suo attore feticcio Tom Hanks (Forrest Gump, Cast Away).

La performance capture cattura Tom Hanks

Per traghettarlo sul grande schermo e creare il suo alterego virtuale Zemeckis utilizzò per la prima volta la tecnica della performance capture, evoluzione della motion capture (impiegata quest’ultima in film come Titanic e Final Fantasy), diventata nel giro di poco la sua tecnica d’elezione.
Del tutto simile alla sua “sorella maggiore”, la performance capture si avvale di una tecnologia più sofisticata che, attraverso dei sensori estremamente piccoli posizionati anche sul volto degli attori, riesce a catturare anche le espressioni facciali oltre che il movimento del corpo, e a registrarli grazie alla computer grafica per creare personaggi animati capaci di sorridere, piangere, parlare e muoversi proprio come i loro interpreti umani. Questa tecnica consentì a Zemeckis di utilizzare il suo protagonista Tom Hanks per ben 6 ruoli diversi, tra i quali anche il suo somigliantissimo alter ego virtuale: il capotreno.
Una curiosità: nel film gli unici personaggi non realizzati con la tecnica della performance capture sono i camerieri che servono la cioccolata calda a bordo del treno. Le loro acrobazie sarebbero infatti state impossibili da compiere da attori veri e per questo si optò per l’animazione digitale classica (qui sotto potete rivedere la scena). Negli anni successivi Zemeckis ha utilizzato la performance capture per altri due suoi film: La leggenda di Beowulf (2007), in cui ha arruolato Angelina Jolie, Anthony Hopkins e John Malkovich, e Robin Wright Penn e A Christmas Carol (2009), per il quale ha chiamato all’appello Jim Carrey, Gary Oldman, Colin Firth e ancora Robin Wright Penn. Per ultimo James Cameron ha usato la performance capture per il suo kolossal Avatar in cui – a maggior ragione – in cui i suoi Na’Vi assomigliano a Sam Worthington, Sigourney Weaver e Zoe Saldana.

La scena dei camerieri sul Polar Express:

Per la difficoltà dei movimenti dei personaggi, questa scena fu l’unica realizzata in digitale senza l’impiego della performance capture


Tom Hanks viene digitalizzato con la tecnica della performance capture

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