Oggi pubblichiamo la venticinquesima puntata del nostro approfondimento sulla storia degli Effetti speciali al cinema, con cui ripercorriamo alcuni dei momenti più memorabili passati sul grande schermo

Sul finire degli anni ’80 furono fatti passi da gigante nel campo degli effetti digitali e nel 1988 la Lucasfilm fu in grado di trasformare una capretta in un pavone, un pavone in una tartaruga, una tartaruga in una tigre e infine una tigre in una donna. Accadeva nel film fantasy Willow diretto da Ron Howard che mostrava al pubblico la prima sequenza realizzata con la tecnica del morphing, che consente di passare da un’immagine a un’altra in modo graduale e realistico, dando l’impressione di una “magica” trasformazione. Questo effetto prese il posto della dissolvenza incrociata che certo non dava gli stessi risultati e che richiedeva una laboriosa preparazione di oggetti intermedi tra l’immagine di partenza e quella finale. Un esempio spesso citato di questa tecnica risale addirittura al 1925 nel film La febbre dell’oro, in cui Charlie Chaplin si trasformava in un pollo: un’allucinazione dell’amico, preso dai morsi della fame. Guardando le sequenze (che trovate qui sotto) potete rendervi conto da soli dei progressi fatti… Sequenze memorabili realizzate con la tecnica del morphing sono anche quelle realizzate per il video Black or White di Michael Jackson, diretto nel 1991 da John Landis che aveva già diretto il video Thriller per il re del pop, e in Terminator 2 di James Cameron, di cui vi parleremo più avanti.

Willow

La prima scena realizzata con la tecnica del morphing

La febbre dell’oro

Charlie Chaplin si trasforma in un pollo (minuto 0:55)


Domani tornate a trovarci per la ventiseiesima puntata di Cinema ad effetto “Roger Rabbit, tra cartoon e live-action”

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